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Carne, troppo squilibrio tra fabbisogno e produzione

   

L’allarme è stato lanciato dal Rapporto 2007 dell’Ismea

 
   

VERONA (20 novembre 2007) - Lo squilibrio tra fabbisogni interni e produzione nazionale di carne bovina è ormai vicino a un punto di non ritorno. Bisogna intervenire al più presto prima che la situazione diventi irreversibile, con effetti destabilizzanti sui livelli produttivi, occupazionali e sulla bilancia commerciale.
A lanciare l’allarme è il presidente dell’Aia, Nino Andena, in occasione della presentazione del “Rapporto carne bovina 2007”. «Questa situazione – afferma Andena – deve far riflettere sui rischi dell’eccessiva dipendenza dall’estero e sulla necessità per l’Italia di aumentare le proprie capacità produttive zootecniche». A conferma di queste preoccupazioni il Rapporto, promosso da Aia e Ismea e

Carne bovina
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realizzato dall’Osservatorio latte di Cremona e dall’Ismea, evidenzia l’inasprimento del deficit della bilancia commerciale del settore, che nel 2006, tra animali vivi e carni, ha raggiunto quota 2.867 milioni di euro, con un aumento di oltre 300 milioni (+10%) rispetto all’anno precedente. Espresso in quantità, il disavanzo in equivalente carni si è nel frattempo portato a 630 mila tonnellate. La produzione nazionale di carne bovina dipende quasi totalmente dall’importazione di vitelli da ristallo: l’Italia ne acquista oltre un milione e mezzo all’anno, di cui 1,2 milioni dalla sola Francia. Sono proprio l’onerosità e le difficoltà di reperimento di capi giovani da ristallo, in tandem con la lievitazione dei costi a compromettere la redditività degli allevamenti italiani. «È significativo osservare – aggiunge Andena – che in termini quantitativi, dall’inizio di quest’anno, sta crescendo più rapidamente il deficit delle carni rispetto a quello dei capi vivi, aumentando quindi il peso dei prodotti finiti e dei tagli pregiati». Tra le priorità Andena ha indicato l’avvio da parte del Mipaaf del “Piano carne” predisposto dall’Aia, per incrementare e meglio qualificare la produzione interna, in particolare nelle aree del Centro-Sud. Un obiettivo da conseguire principalmente attraverso un aumento del numero delle vacche nutrici e dei vitelli da ristallo di matrice nazionale.
Scarica il Rapoprto carne bovina 2007

 
   
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