l’accumulo di conoscenze da mettere a disposizione dei paesi d’origine. Il primo passo fu l’implementazione del Progetto “Allevamento dello yak per il recupero delle aree marginali: studio dell’adattamento e valutazione delle caratteristiche dei prodotti” che fu affidato al Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura di Monterotondo. Furono acquistati in Europa centrale 25 capi che furono localizzati in Abruzzo a circa 1600 metri di altitudine. In soli due anni, lo yak ha mostrato una notevole capacità di adattamento tanto che il nucleo originario si è riprodotto e ora il numero del gruppo è raddoppiato. Sono state effettuate anche delle prove di macellazione, che hanno dimostrato come la carne di yak sia di ottima qualità soprattutto in termini di acidi grassi insaturi e di presenza di quantità notevoli di ferro, rame e zinco. I buoni risultati ottenuti hanno suggerito agli esperti un incontro che si terrà il 2 febbario a Roiano (Teramo), un’occasione per presentare i primi risultati del progetto, per ascoltare alcune testimonianze di persone che hanno contatti quotidiani con questo animale e provare ad implementare un network europeo sulla filiera dello yak. Il convegno “La montagna e l’allevamento dello yak, adattamento nell’Appennino e qualità delle produzioni” è sponsorizzato, oltre che dal Cra, anche dal ministero delle Politiche agricole, dalla Regione Abruzzo e dall’assessorato regionale all’Agricoltura.