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Suini, il costo del mangime è aumentato del 50%

   

L’export della carne di maiale sta vivendo invece un periodo positivo

 
   

MILANO (10 aprile 2008) - Gli allevatori italiani di suini «cominciano a fare mutui per comprare mangime»: lo ha affermato oggi a Milano Massimo Bianchedi, direttore generale di CremonaFiere che, dal 17 al 19 aprile, organizzerà QualyPig, la prima fiera per mettere insieme tutta la filiera suina (allevamento, macellazione, trasformazione, distribuzione) ed elaborare strategie per un settore oggi in crisi. «Nel 2007 – afferma Bianchedi – il prezzo medio di mercato dei suini é diminuito dell’8% rispetto all’anno precedente, ma il costo dei cereali e dei semi oleosi necessari per l’allevamento è aumentato rispettivamente del 50 e del 20%». Secondo il rapporto Ismea-AC Nielsen, «la domanda si è ridotta del 4,6% per la

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carne fresca e dell’1,1% per i salumi. Il costo di produzione, nelle settimane più critiche, è cresciuto quasi fino a 1,50 euro per kg di carne, a fronte di un prezzo percepito dagli allevatori che in molti casi non ha superato l’1,20 euro/kg/carne». Ma nonostante la congiuntura difficile il sistema produttivo della carne suina è quello più dinamico all’interno del settore zootecnico da oltre 20 anni. A fronte di un aumento della produzione di carni suine del 44%, si è verificato un incremento del 13% per la carne bovina, del 5,2% per gli avicoli e del 3% per la produzione di latte di tutte le specie, la quale risente dell’esistenza del regime delle quote. Ma non tutti i settori della filiera della carne suina sono in crisi. La distribuzione, soprattutto all’estero, sta vivendo un periodo positivo: secondo i dati di CremonaFiere, i produttori italiani esportano il 14% della propria produzione, a fronte di altri grandi Paesi produttori dell’Unione Europea come la Germania e la Spagna che esportano rispettivamente solo il 7% e il 5%. Però, soprattutto all’estero, c’é il pericolo dei pirati dell’agroalimentare italiano, un mercato che la Federalimentare stima in 55 miliardi di euro. «Il successo delle esportazioni – spiega Gozzi, vice presidente dell’Assica (Associazione Industriali delle Carni) – con la sicurezza totale dei nostri prodotti: nessuna filiera é sottoposta a tali controlli. Inoltre, i nostri maiali vivono in una situazione di benessere animale, perché il loro benessere dà buona carne e una buona carne, buoni salumi».

 
   
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