delegati che per due giorni hanno dibattuto delle prospettive del comparto lattiero-caseario come fattore di crescita per la cooperazione e l’integrazione fra le due sponde del Mare Nostrum. Un tema dalle mille faccettature che spazia da aspetti strettamente tecnici come la selezione e il miglioramento genetico a questioni di carattere economico e sociale, viste le implicazioni dirette sul reddito della popolazione coinvolta in questi progetti di sviluppo. L’Italia e l’Associazione italiana allevatori (Aia) giocano un ruolo di primo piano nella vita dell’Rme, così come nell’organizzazione del seminario internazionale di Bari, un appuntamento che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura Enzo Russo, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di lavorare sulla cooperazione e di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dalla Ue per dare vita a programmi di collaborazione con i Paesi nordafricani. Un concetto ripreso anche da Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, che invita i delegati del Re’seau Me’diterrane’e E’levage ad investire risorse in uno «scambio strategico di integrazione», capace di dare un nuovo impulso nei rapporti internazionali, in sintonia con quella “Alleanza Mediterranea” a cui la presidenza di turno della Ue, per bocca di Nicolas Sarkozy, ha più volte fatto riferimento nelle ultime settimane.