Nuova Zelanda e il calo dei consumi sul mercato francese. La conferenza internazionale è, infatti, iniziata mentre si sta svolgendo una transumanza di protesta di una sessantina di allevatori con gregge al seguito che arriverà a Limoges domani. La manifestazione è stata indetta dal sindacato Confederation paysanne che richiede un aiuto di 150 milioni di euro e, in particolare, il versamento straordinario di 35 euro a pecora, per compensare in parte il calo dei redditi subito nel 2007, la creazione di una cellula di crisi per la distribuzione dei sussidi e, dal 2009, una redistribuzione degli aiuti diretti prelevandoli da quelli finora destinati ai produttori di cereali. In questi ultimi giorni, il ministro francese Barnier aveva espresso la volontà di utilizzare tutti i margini di manovra offerti dall'health check della Pac per riflettere su una nuova politica europea di sostegno alla filiera. Tra gli altri, il ministro francese aveva individuato un aiuto specifico per l'erba e un nuovo aiuto ad hoc per la filiera. Aiuti, aveva però precisato, che non potranno essere effettivi prima del 2010. Nel frattempo, la Francia utilizzerà sin dal 2009 i diritti al
pagamento unico disponibili. Queste misure si aggiungono al fondo di 15 milioni stanziati l'anno scorso e ricondotti quest'anno a 17 milioni di euro. All'incontro d'apertura della conferenza europea sulla filiera ovina hanno partecipato anche l'eurodeputato Liam Aylward, e Hermanus Versteijlen, direttore dell'unità aiuti diretti, misure di mercato e promozione alla Direzione generale dell'agricoltura della Commissione europea. I temi trattati nella prima mattinata riguardano l'evoluzione del settore e il panorama internazionale, l'evoluzione delle abitudini alimentari e le nuove opportunità per la filiera ovina, gli atout della filiera ovina europea e le aspettative degli operatori. Durante la conferenza, sarà anche illustrato il risultato di un'inchiesta sul consumo della carne ovina in Francia.