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| fatturato e una produzione macellata in Sicilia di 35.500 tonnellate. Ma lo stesso settore bovino è caratterizzato da quegli elementi che finora ne hanno impedito il decollo: allevamenti di tipo estensivo o semiestensivo, semibrado, con stalle inadeguate, polverizzazione aziendale e marginalità che pregiudica l’integrazione con le altre fasi della filiera produttiva. Filiera che coinvolge anche gli impianti di macellazione, attività a sua volta calata del 25% negli ultimi cinque anni, nonostante la Sicilia non sia in grado di coprire il suo stesso fabbisogno di carne bovina.
Arretrato è anche il comparto ovicaprino, vario e composito, con un sistema pastorale arcaico, specie nelle zone interne. E ancora più polverizzata la suinicoltura: gli allevamenti con un carico di bestiame inferiore ai dieci capi sono infatti il 70% del totale; le aziende di trasformazione, invece, si concentrano nella provincia di Messina, territorio in cui si trova il 54% dei salumifici regionali e in cui nasce il “Suino nero siciliano”, o “Suino nero dei Nebrodi e delle Madonie”. Se il comparto avicolo conta 1.255 allevamenti e 4,3 milioni unità allevate, quello cunicolo è ugualmente ridotto, con sole 1.588 aziende e 103.763 unità. Poco significativa la consistenza degli allevamenti minori (struzzi, cavalli, bufale) e ancora da potenziare quella della filiera zootecnica biologica. Soggetti e bisogni Negli ultimi anni, il settore della zootecnia da carne ha visto la nascita di processi produttivo-organizzativi che concorrono alla qualificazione delle produzioni. Contribuiscono a questo scopo soggetti quali il Consorzio di ricerca filiera carni, il consorzio di secondo grado “Carni di Sicilia”, altri consorzi di tutela e di produttori (una ventina, nati negli ultimi sei anni), il distretto produttivo “Filiera carni delle aree interne di Sicilia”. In particolare il Corfilcarni, che ha sede presso l’Università di Messina, costituito da enti pubblici e privati, è impegnato nel potenziare la produzione e migliorare la qualità delle carni siciliane, tra l’altro promuovendo la tracciabilità del ciclo produttivo e svolgendo attività formative e servizi di consulenza tecnico-scientifica, mentre il distretto produttivo “Filiera carni bovine delle aree interne di Sicilia”, sottoscritto nell’aprile 2006 e dotato di un patto per lo sviluppo, ha lo scopo di promuovere azioni di sostegno allo sviluppo e alla internazionalizzazione del sistema produttivo. Rafforzamento della filiera, flessibilità produttiva e diversificazione delle attività dell’impresa; qualità, aggregazione, comunicazione e marketing; valorizzazione di peculiarità e tipicità, nonché miglioramento dell’efficienza produttiva e adozione di sistemi di certificazione rappresentano le possibilità di svolta della zootecnia da carne siciliana. Un percorso che, con il supporto del Corfilcarni e dei Servizi allo sviluppo dell’assessorato regionale Agricoltura, può trovare nel Piano di sviluppo rurale 2007-2013 le adeguate risorse finanziarie.
Il progetto Alla luce delle caratteristiche e dei bisogni del territorio, è stata avviata una concertazione che ha coinvolto Consorzi di tutela di 1° e 2° grado, Corfilcarni, singole imprese e operatori della filiera, Distretto produttivo, referenti dei Distretti dei Servizi allo sviluppo, e che ha portato alla definizione di un progetto per la crescita della filiera della zootecnia da carne che coinvolge direttamente, oltre al Corfilcarni, le Soat di Troina (En) e di Petralia Sottana (Pa). Complessivamente, si tratta di un investimento di 323 mila euro per il biennio 2009-2010 ed è destinato alla realizzazione di sei azioni distinte. L’azione 1 consiste in un servizio di consulenza specializzata, con l’obiettivo di migliorare la competitività delle imprese zootecniche attraverso il trasferimento di conoscenze dalle Unità operative e dal Corfilcarni agli operatori del settore: l’obiettivo è l’adozione di una corretta gestione aziendale, ma anche la diffusione della tecnica dell’Embryo transfer. La seconda azione consiste invece nel recupero e nella salvaguardia della biodiversità animale in un territorio, come quello regionale, che rappresenta un serbatoio genetico molto ricco e di notevole interesse; fanno parte dell’azione la tracciabilità e l’autenticazione delle produzioni derivanti da una determinata razza e la caratterizzazione genetica delle specie. Punta all’implementazione del sistema di tracciabilità, invece, la terza azione del progetto: dopo l’avvio nel 2007 dell’etichettatura volontaria della carne bovina, si tratta di definire e implementare tale sistema. L’azione 4 riguarda l’attività di certificazione sulla filiera, che si sta sviluppando attraverso l’etichettatura facoltativa delle carni bovine del Consorzio Carni di Sicilia. Il Corfilcarni ha dimensionato l’attività del biennio 2008-2010 considerando una piattaforma di oltre 1000 aziende zootecniche con un patrimonio di oltre 25.000 vitelli. La quinta azione è quella che si rivolge ai consumatori attraverso un piano di divulgazione e di informazione sia sui risultati raggiunti dalla filiera in questi ultimi anni, sia sulle caratteristiche delle carni siciliane. Infine la sesta: sostegno e consulenze alla rete di filiera. ![]() Altri servizi
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| Testata dell'assessoratoRisorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447 | ||||||