Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Gran Bretagna, Portogallo e Cipro) e nove Paesi extracomunitari (Giappone, Russia, Singapore, Stati Uniti, Canada, Svizzera, Cina, Hong Kong, Corea del Sud). È quanto annunciato da Nina Papadoulaki, portavoce del commissario europeo alla Salute e Sicurezza alimentare, Androulla Vassiliou. Dall’incontro è emerso anche che all'allarme diossina saranno dedicate varie riunioni nei prossimi giorni con i rappresentanti ed esperti degli Stati membri. Venerdì, in particolare, se ne occuperà il Comitato Ue per la catena alimentare e la salute animale.
Inoltre, la Commissione ha chiesto all'Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma (Efsa) di preparare un parere urgente sui rischi per la salute pubblica della carne irlandese contaminata con Pcb e diossina.
L’inizio della vicenda Tutto è nato venerdì sera quando sono arrivate le prime informazioni dall'Irlanda attraverso il Sistema Ue di allerta rapido per cibi e mangimi (Rapid Alert
System for Feed and Food - Rasff). Durante il fine settimana, sono proseguite le consultazioni fra le autorità competenti degli Stati membri, mentre l'Irlanda ha bloccato e ritirato dal mercato
tutti i prodotti a base di carne di maiali macellati nel Paese. Secondo la portavoce della Commissione, «per ora, le misure prese da Dublino sono sufficientemente efficaci, e tutto sembra
funzionare bene» nell'emergenza. Gli Stati membri sono stati invitati dall’Ue a ritirare tutti i prodotti a base di carne di maiale provenienti dall'Irlanda e a testarli per verificare l'eventuale presenza di diossina e di Pcb diossina-simili. L'origine della contaminazione è stata individuata in mangimi utilizzati, probabilmente a partire dal settembre scorso, nel 10% degli allevamenti irlandesi. Le analisi hanno confermato la presenza di diossina e Pcb fino a 100 volte oltre il livello
massimo consentito nell'Ue (1 picogrammo per grammo per le diossine e 1,5 picogrammo per grammo per i Pcb diossina-simili).