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Carne clonata, Bruxelles verso il “no”

 

Linea dura dell’Ue. Oggi la votazione sulla risoluzione “Parish”

 
   

BRUXELLES (3 settembre 2008) – Un secco “no” alla commercializzazione della carne clonata in Europa. È questo lo scenario che si potrebbe profilare da oggi pomeriggio all’interno dell’Ue, qualora venga votata con esito positivo la proposta indirizzata alla Commissione Ue e firmata da Neil Parish, eurodeputato popolare britannico presidente della commissione Agricoltura dell’Eurocamera, e una risoluzione comune in cui si invita lo stesso esecutivo comunitario a vietare su tutta la linea la clonazione per fini alimentari. L’analisi del testo si è concluso ieri, poco prima di mezzanotte. Nel testo si chiede di proibire «la clonazione di animali a scopi di approvvigionamento alimentare, di vietare l’allevamento di animali clonati o della

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loro progenie, di interdire l’immissione in commercio di carne o prodotti lattieri ottenuti da animali clonati e dai loro discendenti e, infine, di vietare anche l’importazione di carni, latte, derivati, seme ed embrioni di animali clonati». In pratica un “no” secco e completo a qualsiasi apertura all’utilizzo commerciale di qualsiasi figlio, nipote o pronipote della pecora Dolly, il primo animale clonato nell’ormai lontano 1996. «Questi animali sono più soggetti a malattie e vivono di meno, ciò potrebbe facilitare la diffusione di epidemie», spiega Parish. Sono stati presentati degli emendamenti al testo, ma si tratta di sfumature che non cambiano di molto l’impostazione di un’Eurocamera, che fino ad ora si è espressa a maggioranza contro la clonazione.

Coldiretti Accolta positivamente la risoluzione comune adottata ieri sera dal Parlamento europeo, che verrà votata stamani, rivolta a vietare su tutta la linea la clonazione per fini alimentari e lancia l'allarme sulla presenza sulle tavole statunitensi di alimenti provenienti da prole di animale clonati. «Latte, formaggi e carne provenienti dalla prole di animali clonati – sottolinea Coldiretti – sono già entrati nella catena alimentare statunitense e potrebbero arrivare anche in Europa. È dunque necessario – aggiunge la confederazione – introdurre norme sul commercio internazionale per impedire che questa allucinante realtà arrivi sulle tavole dei consumatori comunitari». Dopo il via libera della Food and drug administration (FDA) di gennaio, il divieto volontario per la vendita di carne e latte è stato mantenuto negli Stati Uniti per gli animali clonati, ma non per la loro prole che allevatori hanno già inviato alla normale macellazione, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal che riferisce della diffusa opposizione dei cittadini che hanno inviato ben 150mila lettere di protesta alla FDA. In Europa, «dopo il parere ambiguo presentato a fine luglio dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) secondo la quale non ci sono indicazioni che sussistano differenze di sicurezza alimentare per latte e carne di animali clonati e della loro progenie, è particolarmente importante – sottolinea la Coldiretti – la decisa presa di posizione del Parlamento europeo». La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è – conclude la Coldiretti – un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori e di rispetto della biodiversità pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi».

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terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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