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Polli al cloro, Bruxelles verso apertura agli Usa |
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La Commissione europea affronterà la questione il 28 maggio |
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BRUXELLES (14 maggio 2008) - La Commissione europea «presenterà un certo numero di proposte per sopprimere il divieto europeo» che dal 1997 impedisce alla carne bianca di pollame americana, disinfettata al cloro, di entrare in Europa. La conferma è giunta dal vicepresidente della Commissione europea, Guenter Verheugen, e da Daniel Price, consigliere per gli affari economici internazionali del presidente americano George W. Bush, al termine dei lavori del secondo Consiglio economico transatlantico che si è svolto a Bruxelles. Sulla problematica del pollo al cloro, definita anche “pollo alla varechina” da coloro che si oppongono a questo trattamento sulle carne di pollame, «la Commissione europea si è quindi impegnata |
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| – ha spiegato il vicepresidente Verheugen – a contattare gli stati membri e il Parlamento europeo per procedere al cambiamento legislativo necessario prima della prossima riunione del Consiglio economico transatlantico» che avrà luogo in ottobre. Verheugen ha anche reso noto di aver già «discusso della questione con i ministri dell’economia e alla concorrenza e posso dirvi – ha precisato – che c’é un sostegno massiccio affinché noi troviamo una soluzione al problema». Daniel Price, il consigliere per gli affari economici internazionali del presidente George W. Bush, ha a sua volta ribadito che la «Commissione europea si è impegnata a prendere delle misure importanti prima del vertice Ue-Usa (in programma a Lubiana agli inizi di giugno) per risolvere e togliere definitivamente il divieto di importazione nell’Ue di pollame americano». Il rappresentante Usa è consapevole che «c’é ancora del lavoro da fare affinché le importazioni di pollame possano riprendere prima della prossima riunione del Consiglio transatlantico europeo a ottobre». Inoltre, il collegio dei commissari europei affronterà il dibattito, sulla proposta di mettere fine al divieto europeo d’importazione del pollame Usa trattato al cloro, nella riunione settimanale in programma il prossimo 28 maggio. Come già anticipato, si tratterebbe di utilizzare un tipo di disinfettante al momento della macellazione del pollame a strette condizioni: ossia che la carne venga risciacquata dopo il trattamento, che il prodotto venga specificatamente etichettato, che la tutela dell’ambiente sia assicurata nonostante l’uso di sostanze clorate, e che gli Usa forniscano ulteriori informazioni per completare i relativi pareri scientifici. Il Consiglio transatlantico europeo ha anche discusso sulla messa in opera di ‘Reach’, il nuovo regolamento sulla chimica in Europa. Bruxelles e Washington vogliamo cooperare strettamente in questo settore, in uno spirito di apertura e di trasparenza, «evitando tutte le discriminazioni di certi prodotti cosmetici americani. Presenteremo – ha spiegato Verheugen – una nuova legislazione anche in questo settore». Le due parti si sono, tra l’altro, anche impegnate a mantenere l’apertura del sistema degli investimenti e avere un approccio politico comune. In occasione del prossimo consiglio, l’Ue e gli Usa fisseranno il calendario della cooperazione per i prossimi due anni. Coldiretti «È grave la decisione della Commissione europea di impegnarsi a proporre entro giugno un cambio nella legislazione comunitaria, per permettere sia l’importazione che la produzione nei paesi membri di carne di pollo lavata con varechina». È quanto afferma la Coldiretti, commentando in una nota il possibile stop al divieto d’importazione del “pollo al cloro” proveniente dagli Usa. Secondo Coldiretti «il pressing esercitato degli Stati Uniti sembra dunque aver avuto successo, con le ragioni dei consumatori che sono state sopraffatte dagli interessi della diplomazia per la necessità di rafforzare i rapporti tra Stati Uniti ed Europa in un momento di difficoltà economica internazionale. Il via libera al pollo al cloro sul mercato comunitario preoccupa – aggiunge l’organizzazione – per i rischi per la salute, per l’ambiente e la fiducia dei consumatori». La Coldiretti rileva poi che «da indiscrezioni, già il prossimo 28 maggio la Commissione europea dovrebbe presentare un testo che autorizza per due anni la ripresa delle importazioni di pollame dagli Usa, pur con una etichettatura specifica e l’aggiunta di diverse precauzioni, come quella di risciacquare con acqua i polli disinfettati». «L’accordo tra le due sponde dell’Atlantico è una sconfitta per l’Europa» conclude Coldiretti. L’Italia, ricorda l’organizzazione, «é più che autosufficiente nei consumi, grazie a 6 mila allevamenti, 173 macelli, 517 imprese di prima e seconda lavorazione, che danno complessivamente lavoro a 180 mila addetti per una produzione complessiva di 1,13 milioni di tonnellate di carne, ampiamente superiore ai consumi interni e un fatturato complessivo di 3,5 miliardi di euro, circa il 6,5% del valore dell’intera agricoltura italiana». Cia La Confederazione italiana agricoltori giudica “molto grave” e dannosa per produttori e consumatori la possibile apertura, da parte della Commissione europea, all’importazione di “pollo al cloro” proveniente dagli Usa. In particolare la Cia rileva che tale decisione «vale un business potenziale di 200 milioni di dollari per le lobby americane del settore avicolo. Ancora una volta – sottolineano dalla Confederazione – gli accordi commerciali con il colosso americano vanno contro gli interessi dei consumatori. Per l’Italia, che nel settore avicolo ha raggiunto l’autosufficienza nei consumi, la decisione – aggiunge la Cia – potrà portare sul mercato produzioni a minor costo ed a minore qualità e salubrità. In questo senso diventa fondamentale che l’ Unione europea – conclude – acceleri le decisioni per arrivare ad un’etichettatura che consenta di indicare e valorizzare il Paese di provenienza di tutte le carni che finiscono sulle nostre tavole». |
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