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Zootecnia in Sicilia, esplode la polemica |
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Tra emergenza zoonosi e blocchi della transumanza la filiera rischia il collasso |
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| di Paola De Simone | |||||||||||||
PALERMO (13 settembre 2007) - Si accende la protesta dei sindaci dei Comuni dei Nebrodi. Due le questioni al centro della polemica, l’emergenza zoonosi che colpisce gli allevamenti bovini adibiti alla produzione di carne e un’ordinanza regionale troppo restrittiva in materia di transumanza. «A compromettere l’attività zootecnica del territorio nebroideo – lamentano i sindaci e i rappresentanti della Coldiretti – è il piano di risanamento sanitario dalle zoonosi, troppo rigido oltre che inappropriato». «Per dare un taglio netto ai fenomeni di brucellosi – spiegano gli allevatori – da più di dieci anni le Ausl procedono all’abbattimento dei capi infetti: |
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un provvedimento che ha portato a una pesante perdita in termini di entità del patrimonio zootecnico oltre che e a gravi ricadute commerciali causate dalla perdita della qualifica di “allevamento indenne». Inoltre, secondo la Coldiretti, la carne dei bovini colpiti dalla brucellosi è «una carne ottima dal punto di vista alimentare, a meno che non sia consumata cruda, o nel caso del latte non sia stato pastorizzato». «L’attività pastorale – sostiene Nino Iraci, sindaco di Capizzi, nel Messinese – è l’unica economia possibile nel nostro territorio, dà occupazione all’80% della popolazione. Dal ’94 ad oggi il patrimonio zootecnico è stato dimezzato, così come la nostra economia». Ad aggravare la situazione è sopraggiunto il divieto di transumanza. «La tipologia di bovini di queste zone – dice Saverio Viola, direttore della Coldiretti di Messina – è essenzialmente basata sulla transumanza delle mandrie durante il periodo invernale dalle montagne verso le zone più calde. Una serie di vincoli ci impediscono, invece, di spostare non solo i capi infetti, per il timore di un possibile contagio da assunzione di foraggi, ma anche quelli indenni». «La soluzione più efficace – concludono sindaci e Coldiretti – consisterebbe in un piano straordinario che preveda la vaccinazione obbligatoria degli animali e una deroga per la movimentazione dei capi per motivi di pascolo». Ed è proprio questo quello che gli addetti ai lavori chiederanno all’assessore regionale alla Sanità, Roberto Lagalla, durante l’incontro previsto per la prossima settimana. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||