tonnellate di carne che giacciono da mesi nelle dogane sudcoreane. Questa volta gli esperti di settore si attendono una condotta più cauta sulla questione da parte delle autorità di Seul, che vogliono evitare a tutti i costi il ripetersi delle imponenti manifestazioni di massa delle scorse settimane. Il governo, appena il mese scorso, aveva infatti tentato invano di applicare il primo accordo sulle importazioni di carne, siglato di persona da Lee a Washington in aprile, che è andato a scontrarsi con le proteste dei consumatori, preoccupati per una regolamentazione giudicata carente dal punto di vista della sicurezza. Il nuovo accordo, siglato nel fine settimana, dovrebbe nelle intenzioni del governo porre fine allo stallo, imponendo misure sanitarie più restrittive (solo carne di animali al di sotto dei trenta mesi di vita) per cancellare le preoccupazioni dei consumatori in merito al morbo della mucca pazza, alla base del bando delle importazioni dopo un’epidemia scoppiata negli Usa nel 2003. Dalla risoluzione del nodo della carne Usa dipende anche il destino del presidente Lee, il cui operato è stato di fatto immobilizzato dalle impreviste e diffuse proteste popolari che hanno in poco tempo minato un sostegno tra i più alti della storia sudcoreana recente. Se il nuovo accordo sulla carne riuscirà a incontrare i favori del pubblico, potrebbe essere l’inizio di quella “nuova partenza” tanto auspicata dallo stesso Lee, scelto dagli elettori proprio per portare lo spirito imprenditoriale nella gestione dello Stato e rimettere in sesto la quarta economia asiatica con un ambizioso piano di liberalizzazioni. Le ombre delle proteste contro le importazioni di carne Usa, tuttavia, potrebbero essersi allungate anche al di fuori dei confini nazionali: secondo diversi osservatori internazionali, infatti, le forti manifestazioni di piazza potrebbero essere collegate alla mancata visita in Corea del Sud del presidente americano George W. Bush, che il mese prossimo sarà in Giappone per il vertice G8 ed era da più parti atteso per un passaggio di cortesia a Seul. |
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