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Mucca pazza, tre casi anche in Italia

 

I dati provengono dal Centro nazionale per le encefaolpatie

 
   

PALERMO (16 maggio 2008) - Su 144 casi atipici di Bse riscontrati in Europa, tre riguardano l’Italia. Lo ha detto Maria Caramelli, responsabile del Centro di referenza nazionale per le encefalopatie animali, che fa capo agli istituti Zooprofilattici di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. «La nuova variante della malattia è chiamata Base – spiega Maria Caramelli, intervenuta a Palermo al quinto congresso nazionale dell’Aipvet, l’associazione dei veterinari – perché rispetto alla forma classica comporta un accumulo di sostanza amiloide: ecco perché è stato aggiunto alla sigla Bse la A di Amyloid». «La forma atipica – continua – presenta caratteristiche molecolari della proteina prionica diverse da quelle della malattia nella

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sua forma classica». Questa variante si sviluppa nei bovini di 13 anni, quindi in età adulta. Mentre nella forma classica, la malattia si manifesta nel bovino tra i 5 e i 7 anni. «Dalle nostre ricerche abbiamo scoperto che questa variante non è collegata all’utilizzo di mangimi proteici, come accadeva per la forma tradizionale di Bse. Quindi una prima ipotesi potrebbe essere che questa forma sia sempre esistita nel bovino», sottolinea Caramelli. «I punti interrogativi riguardano – conclude la studiosa – le misure di sorveglianza sui bovini adottate dai paesi dell’Est».

 
   
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