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Diossina, Ue finanzia allevatori irlandesi per tutelare la carne sana

 

Intanto in Italia continuano i controlli. «In Sicilia il bestiame è sicuro»

 
   

BRUXELLES (11 dicembre 2008) - La Commissione europea ha deciso di aiutare finanziariamente gli allevatori irlandesi di maiali, il cui settore è stato colpito duramente dalle intossicazioni da diossina. È stato deciso, infatti, di stanziare 1,5 milioni di euro per consentire agli allevatori di immagazzinare le loro carni sane in ambienti adatti per poi poterle immettere sul mercato, tra un massimo di sei mesi, quando (auspicabilmente) i prezzi si saranno ripresi.

Irlanda L'Irlanda ha riautorizzato la macellazione dei maiali, sospesa cinque giorni fa dopo che era stata trovata diossina, una sostanza altamente cancerogena, in

Aras
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alcuni campioni di carne suina. Il via libera è arrivato all'alba, dopo un intenso negoziato concluso all'una di notte tra i rappresentanti dei produttori di carne suina e il ministero dell'Agricolura. Il governo ha anche stanziato un fondo per compensare i produttori che hanno subito perdite per il ritiro dal mercato dei prodotti. «Sarà un notevole sollievo per consumatori e operatori del settore», ha commentato il premier, Brian Cowen. Mercoledì il governo aveva revocato il blocco delle vendite: i prodotti di maiale potranno così tornare sugli scaffali, purché abbiano una certificazione che escluda la provenienza dagli allevamenti contaminati.

Sicilia «In Sicilia il bestiame viene allevato in maniera corretta e controllato rigorosamente dal sistema sanitario. Perché infondere spauracchio tra i consumatori dando esagerato risalto a notizie che non lo meritano? La conseguenza di ciò è il crollo del consumo dei nostri prodotti e un danno all’economia zootecnica sana. Bisogna evitare l’eccessivo clamore su rischi inesistenti». È l’accorato appello del presidente dell’Associazione regionale allevatori della Sicilia, Armando Bronzino. «In questi decenni – continua Bronzino – la zootecnia ha subito danni ingenti legati non solo alle zoonosi locali che però oggi vengono isolate non appena rilevate grazie ai periodici controlli delle Asl, ma ha dovuto sopportare anche il peso prodotto nel consumatore quando si procura allarmismo. Salvo poi a constatare che la Bse (mucca pazza nei bovini), blue tongue (lingua blu negli ovini) e ora i maiali alla diossina, dovuti al cattivo sistema alimentare in voga all’estero, in Italia non hanno modo di incidere perché le nostre leggi sanitarie sono molto rigide». «Ribadiamo –conclude il presidente dell’Aras – che gli animali siciliani posti in vendita sono sani e genuini, per utilissima trasparenza andrebbe però rispettata la legge sulla certificazione di provenienza dei capi macellati e della carne esposta sul bancone di vendita».

Calabria Quattro sequestri di lotti di carne suina provenienti dall’Irlanda sono stati effettuati da parte dei veterinari delle Aziende sanitarie provinciali di Catanzaro, Crotone e Cosenza. Lo rende noto il dipartimento regionale alla Tutela della salute. I sequestri sono stati due a Catanzaro, uno a Crotone ed uno a Cosenza. La carne è stata posta sotto sequestro cautelare presso diverse strutture di trasformazione presenti nei territori delle aziende sanitarie provinciali interessate. Tutte le partite di carne sequestrate non erano ancora state sottoposte a processi di lavorazione definitiva. Nessun pericolo in merito a dette partite di carne è stato corso dai consumatori calabresi. L’intervento è stato tempestivo rispetto all’allerta lanciato in merito ai lotti sequestrati da parte del ministero della Salute e l’Azienda sanitaria di Avellino, da cui provenivano alcuni dei lotti in questione (Azienda di distribuzione nel territorio italiano).

Cia La Confederazione italiana agricoltori stima in 500 milioni di euro il rischio di danno per la filiera della carne a causa degli “allarmismi infondati”, seguiti l’allerta per il rischio di contaminazione da diossina scattata per alcune partite di carne provenienti dall’Irlanda. Per questo la Cia invita ad una maggiore cautela anche nel diffondere le notizie, per evitare «pesanti conseguenze» e ribadisce che «i consumatori possono stare tranquilli: i prodotti in vendita sono sicuri». «Se continua la campagna allarmistica, si rischia un danno di circa 500 milioni di euro per tutta la filiera della carne, sia suina che bovina» sostiene la Cia. I riflessi sui consumi, per il momento, sono contenuti ma nei prossimi giorni, in presenza di un allarmismo infondato, si corre il pericolo di un taglio netto nelle vendite, specialmente di prodotti come cotechini e zamponi che raggiungono il loro apice di acquisto proprio nel periodo delle feste di Natale. «Conseguenze – sottolinea la Cia – potrebbero esserci anche per i prosciutti e i salami e per la stessa carne fresca bovina e suina. Da evitare quindi psicosi tra i consumatori». E dal canto suo la Cia ribadisce: «I nostri controlli sono efficaci e i dati di questi giorni lo confermano pienamente. Stesso discorso per gli allevamenti italiani, sia bovini che suini, sono estremamente sicuri. I mangimi che vengono utilizzati sono sottoposti ad analisi rigorose. Gli allevatori rispettano ogni regola igienica e di sanità e da tempo hanno investito in qualità». In conclusione per Confederazione italiana agricoltori «occorre evitare qualsiasi allarme privo di fondamento che disorienta i consumatori e può avere ripercussioni fortemente negative sull’economia della nostra agricoltura, che già vive una fase difficile, e su tutta la filiera carne sino alla distribuzione finale».

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terrà Testata dell'assessoratoRisorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447
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