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De Castro “inciampa” sulla bresaola |
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Coldiretti riprende il ministro per aver sostenuto le carni brasiliane |
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ROMA (30 gennaio 2008) - «È particolarmente grave che un ministro dell’Agricoltura italiana anziché cercare di valorizzare la produzione made in Italy di carne bovina, che si trova in una grave situazione di crisi, intervenga a favore dell’importazione di carne dal Brasile, nonostante, tra l’altro, l’allarme di natura sanitaria lanciato dall’Unione europea». Ad affermarlo è la Coldiretti nel commentare l’intervento del ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, che «si appresta a scrivere ai commissari ue interessati» per favorire l’arrivo in Italia di carne dal Sud America proprio nel momento in cui la Commissione europea, per la mancanza di garanzia sanitarie, ha deciso forti limitazioni alle importazioni di carni |
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| bovine dal Brasile per evitare che nei piatti dei cittadini europei finiscano carni provenienti da zone a rischio di malattie come l’afta epizootica. «L’uso strumentale di una denominazione di grande eco come la bresaola per giustificare importazioni a basso costo ed elevato rischio sanitario è – denuncia la Coldiretti – un grave attentato ai veri interessi dell’agricoltura italiana e dei suoi imprenditori a vantaggio del falso made in Italy che nulla ha a che fare con la materia prima nazionale». L’iniziativa del ministro oltre ad essere in aperto contrasto con gli interessi degli agricoltori italiani è anche preoccupante perchè, secondo l’organizzazione agricola, «per la salute dei cittadini dopo che la Commissione europea ha evidenziato che nonostante i molti richiami dell’Ue, le Autorità brasiliane non hanno adottato misure idonee per risolvere i problemi di mancanza di rintracciabilità e di natura sanitaria evidenziati nelle recenti ispezioni nel Paese sudamericano». Di fronte a questa situazione la Coldiretti chiede che vengano applicati con rigore i vincoli introdotti a tutela della salute dall’Unione europea, che prevedono tra l’altro che a partire dal 31 gennaio 2008 le importazioni di carne bovina dal Brasile siano autorizzate solo se provenienti da un elenco di allevamenti selezionati «che rispettino interamente gli obblighi dell’Ue in materia di importazione». Le nuove norme dovrebbero ridurre a circa 300 gli allevamenti brasiliani autorizzati alle esportazioni rispetto agli attuali 15 mila. «Va contrastata con forza – sostiene Coldiretti – l’iniziativa del ministro De Castro che nella missione in Brasile ha rappresentato l’esigenza di richiedere in ambito Wto o nei colloqui bilaterali tra Ue e Mercosur, uno specifico contingente a dazio zero con l’obiettivo di favorire l’export di carne bovina brasiliana». Gli arrivi di carne dal Brasile in Italia, nonostante i rischi, sono aumentate del 18% nel 2007 ed oggi l’Italia importa oltre il 15% delle 300 mila tonnellate di carni bovine spedite dal Brasile nell’Unione europea. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||