condizioni sanitarie necessarie, visto che l’Ue ha abolito i controlli i controlli alle frontiere anche di natura sanitaria». Lo stato che riceve, invece, non può effettuare controlli in maniera sistematica, ma soltanto a sondaggio, attraverso le Asl territoriali. Per la merce che arriva direttamente da un paese extra Ue i controlli si effettuano nei Posti di ispezione frontaliera. Una volta giunti in Italia e avviati al macello, chiariscono gli esperti dell’ufficio II della Direzione generale sanità animale e farmaco veterinario, tutti gli animali sono sottoposti dai veterinari delle Asl a una visita “ante mortem” e a un’ispezione sanitaria delle carcasse dopo la macellazione; parte di queste è sottoposta anche al prelievo di campioni per analisi di laboratorio. Controlli sicuri, dunque, ma le informazioni dettagliate valgono per la filiera bovina, mentre per altre filiere il sistema è da completare, e su questo il ministero è al lavoro. Il Sistema di identificazione e registrazione degli allevamenti e degli animali è pienamente operativo per i capi bovini. È alto, infatti, il grado di completezza della Banca dati nazionale (Bdn), gestita per conto del ministero dall’Istituto zooprofilattico sperimentale Abruzzo e Molise, con sede a Teramo. Per quanto riguarda gli ovini e caprini, invece, la normativa prevede che in Bdn siano registrate obbligatoriamente soltanto le informazioni anagrafiche riguardanti le aziende e gli allevamenti, i proprietari e i detentori degli animali, il censimento annuale degli animali. «Non è obbligatorio – sottolinea il ministero – registrare le informazioni riguardanti i singoli capi (gli identificativi individuali) né tantomeno le informazioni riguardanti gli spostamenti degli animali». Da luglio 2005, secondo gli ultimi dati disponibili, sono stati censiti 8.457.998 capi ovini e caprini, relativi a 104.489 allevamenti (pari a circa il 75% del totale degli allevamenti registrati). Da altre fonti statistiche, fanno sapere dal ministero, è «verosimile ritenere che il patrimonio ovicaprino nazionale non superi i 9 milioni di capi e che i capi ancora mancanti al censimento annuale probabilmente si riferiscono ad allevamenti familiari o amatoriali di consistenza scarsamente significativa (2-3 capi per allevamento)». Ma dal 31 dicembre 2009 l’identificazione elettronica degli animali della specie ovina e caprina sarà obbligatoria. La decisione è tutta italiana, visto che questo non è un obbligo previsto dalle norme Ue. Per quanto riguarda i capi suini, la Bdn contiene le informazioni anagrafiche sulle aziende e gli allevamenti, proprietari e detentori degli animali, spostamenti degli animali considerati per partita o lotto (ma non individualmente). Proprio su quest’ultimo punto il ministero afferma: «Si assiste a un progressivo miglioramento nell’andamento delle registrazioni in Bdn ma è ancora poco soddisfacente. Abbiamo informazioni anagrafiche aziendali riguardanti l’avicoltura, gli equini (la cui anagrafe però è gestita dall’Unire) e in piccola parte per quanto riguarda api e conigli. In futuro – conclude il ministero della Salute – si intende completare l’implementazione delle anagrafi (con l’inserimento di informazioni riguardanti lo stato sanitario delle aziende) e estenderle anche ad altre specie allevate (acquicoltura)».