problemi di approvvigionamento di carni bovine, specialmente al nostro Paese che è deficitario al 50%». Quello della concorrenza tra le carni brasiliane e quelle ottenute dalla filiera produttiva europea e italiana, secondo Assocarni, «è un problema che non è mai esistito, poiché le carni importate vanno semmai ad integrare, con le proprie caratteristiche specifiche, la gamma e l’offerta a vantaggio del consumatore italiano».
Intanto arriva immediata la replica di Coldiretti che per prima aveva sollevato il problema della sicurezza delle carni brasiliane. «Le assicurazioni palesemente interessate di Assocarni su qualità e garanzie sanitarie offerte dalla carne proveniente dal Brasile non trovano riscontro nelle affermazioni della massime autorità comunitarie con il commissario europeo alla Salute, Markos Kyprianou, che ha dichiarato che nessun allevamento brasiliano soddisfa i criteri stabiliti dall’Unione europea». Secondo l'organizzazione agricola, «l’acquisizione da parte di una multinazionale brasiliana del 50% del più grande trasformatore di carne in Italia non deve far chiudere gli occhi ad Assocarni sul fatto che l’Unione europea ha evidenziato l’incapacità del Paese sudamericano di assicurare una corretta rintracciabilità della carne e di garantire che nei piatti dei cittadini europei finiscano soltanto carni provenienti da zone esenti dalla malattie come l’afta epizootica». La mancanza di adeguate garanzie da parte delle autorità brasiliane, secondo Coldiretti, «si è tradotta, a partire dal 31 gennaio, in un divieto generale alle importazioni della carne proveniente dal Brasile, ad eccezione delle partite di carne bovina fresca, disossata e frollata per le quali sono stati emessi certificati veterinari in data anteriore al 31 gennaio 2008 che potranno essere importati fino al 15 marzo 2008». Di fronte a questa situazione, secondo l’organizzazione agricola «sarebbe opportuno intervenire a tutela della salute dei consumatori e degli interessi degli allevatori italiani che rispettano precise condizioni igienico sanitarie ed hanno adottato un sistema di rintracciabilità che garantisce la qualità della produzione mentre sono costretti a subire la concorrenza sleale della produzione brasiliana».