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Carni avicole, un italiano su due le sceglie abitualmente

 

Secondo un sondaggio Doxa la scelta dipende dal rapporto qualità-prezzo

 
   

ROMA (2 ottobre 2008) - Un italiano su due, dichiara di mangiare carni avicole abitualmente nei giorni lavorativi, durante la pausa pranzo o a cena. A rivelarlo è un sondaggio realizzato dalla Doxa per l’Unione nazionale dell’avicoltura. Si conferma così una tendenza al consumo che si va consolidando come giornaliero, dall’altra indica che nell’era attuale, caratterizzata dalla mancanza di tempo e spesso anche di denaro, il consumatore premia la praticità delle carni di pollame, senza peraltro dover rinunciare al gusto. Al primo posto c’è il rapporto qualità prezzo: per il 42,6% degli intervistati è la convenienza il fattore chiave che facilita un consumo così frequente di pollame. Un gusto capace di soddisfare tutti i palati (25,8%). A

Pollo
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valorizzare un gusto che riscontra un così alto gradimento, c’è un’offerta ampia e di qualità, che spazia da una varietà di tagli familiari (intero, petto, coscia, sopracoscia etc) ai preparati facili da cuocere e consumare, che entrano a pieno titolo nell’alimentazione base degli italiani. A monte di tutto, però, c’è sempre il vantaggio competitivo della leggerezza delle carni avicole e del loro ottimo profilo nutrizionale. «Il pollo e il tacchino entrano di diritto nella gamma degli alimenti proteici che si possono consumare anche tutti i giorni, con la certezza che contribuiscono al mantenimento ed accrescimento del livello di benessere del nostro organismo» spiega Carlo Cannella, presidente dell’Inran. Dal sondaggio emergono altre curiosità. Nove italiani su dieci consumano il pollo principalmente in casa. Ma se per le sue caratteristiche queste carni si prestano molto bene ad un consumo fra le mura domestiche, è vero anche che intorno ad esse sta crescendo una grande curiosità ed un desiderio di ritrovare, all’interno dei menù dei ristoranti di qualità, delle ricette a base di carni avicole, a patto che siano innovative, ma anche rispettose della tradizione. Quasi il 45% degli intervistati, giudica appena sufficiente o non all’altezza della loro popolarità l’offerta di carni avicole da parte dei ristoranti. Il 26,2% ritiene che si debbano inserire alcuni piatti storici a base di pollo nei menù dell’alta ristorazione, mentre il 18,2% vorrebbe addirittura dei luoghi di ristorazione specializzati e di alta qualità.

 
   
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