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Brucellosi Sicilia, pronto il piano d’intervento

 

L’assessore alla Sanità Massimo Russo incontra gli allevatori

 
   

PALERMO (4 dicembre 2008) - Ritorna in primo piano l’annosa questione della brucellosi e tubercolosi in Sicilia. All’assessorato regionale alla Sanità, alla presenza dell’assessore Massimo Russo, si è svolto un vertice con i rappresentanti del dipartimento ispettorato veterinario della Regione e delle Organizzazioni di categoria degli allevatori. Nell’ambito dell’incontro sono state definite le linee di indirizzo e le priorità da affrontare per contrastare il fenomeno che, nonostante decenni di risanamento, persiste, ancora oggi, in alcune zone della Sicilia. Alcuni dei nuovi provvedimenti adottati riguardano l’identificazione certa dei capi di bestiame da sottoporre a controllo e le vaccinazioni negli ovini-caprini e bovini. Il nuovo piano

Pecore
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prevede che le vaccinazioni vengano effettuate a partire dai quattro mesi di vita degli animali e non dei sei mesi, come invece avveniva in precedenza, per ridurre al minimo il rischio di “code vaccinali”, che potrebbero provocare valutazioni sanitarie non corrette, con la conseguente perdita di qualifica sanitaria dell’azienda. Inoltre, verrà ultimata l’implementazione del sistema Sanan (sanità animale) che, collegato alla banca dati nazionale dell’anagrafe zootecnica, permetterà di registrare tutti gli interventi di profilassi e controllo effettuati negli allevamenti. Per governare correttamente la transumanza, fenomeno che riguarda soprattutto la zona dei Nebrodi, sono stati poi analizzati i dati dell’anagrafe nazionale zootecnica. Il 94% degli allevamenti transumati è risultato negativo all’ultimo controllo sanitario, mentre solo il 6% è risultato positivo ai controlli sanitari per la tubercolosi o brucellosi. Per quest’ultimi è stato deciso di chiedere al ministero della Salute la possibilità di autorizzare spostamenti solo dopo l’abbattimento dei capi infetti e un successivo ricontrollo negativo. In situazioni particolari, potrà anche essere decisa una valutazione caso per caso, effettuata in maniera collegiale da una task force regionale. Dubbi su tale decisione sono però stati sollevati dal presidente dell’Aras Sicilia, Armando Bronzino, «in tal modo non avviene la completa eradicazione della malattia – sostiene il presidente – in quanto i rimanenti capi sani degli stessi allevamenti potrebbero costituire ancora veicolo di infezione fuori territorio di provenienza. Chiediamo, pertanto, un metodo radicale per la soluzione definitiva del problema». Bronzino ha comunque espresso un elogio al sistema veterinario regionale che sta eliminando in quasi tutto il territorio isolano la presenza di bestiame infetto. L’assessore regionale Russo si è anche impegnato, infine, a sbloccare l’erogazione di 20 milioni di euro, previsti dalla legge regionale 19/2005, in favore delle imprese agricolo-zootecniche siciliane.

 
   
terrà Testata dell'assessoratoRisorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447
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