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Aviaria, sale crisi in Corea del Sud

 

Aviaria, sale crisi in Corea del Sud

 
   

SEUL (5 maggio 2008) - È sempre massima allerta per l’aviaria in Corea del Sud. A un mese dallo scoppio del primo focolaio dopo oltre un anno dall’ultimo episodio, è stato scoperto un nuovo caso sospetto in una fattoria nella parte orientale del Paese, facendo temere che l’epidemia si stia rapidamente diffondendo nonostante le drastiche misure di quarantena varate dal governo. Secondo fonti del ministero dell’Agricoltura, l’ultimo focolaio è stato isolato in un allevamento di pollame nella provincia orientale di Gyeongsang, a circa 300 chilometri a Sud-Est della capitale, la stessa zona dove alcuni giorni fa si era registrato un altro caso di infezione. Le autorità sanitarie stanno effettuando le analisi per appurare se si tratti di

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influenza aviaria del famigerato ceppo H5N1, il tipo più virulento della malattia in grado di trasmettersi all’uomo e potenzialmente mortale. Dall’inizio del mese sono 29 i casi confermati di influenza aviaria in Corea del Sud, fino ad oggi prevalentemente concentrati nel sud-ovest del Paese. Il piano del governo per tentare di debellare l’epidemia prevede l’abbattimento di oltre 5,3 milioni di volatili. Intanto anche in Giappone si intensificano le misure preventive dopo la conferma, ieri, che la morte di quattro cigni selvatici nella prefettura settentrionale di Akita è stata causata dal virus H5N1, nel primo caso di aviaria dopo l’epidemia scoppiata a gennaio 2007. Le autorità nipponiche, tuttavia, al momento tendono a escludere che il contagio provenga dalla vicina Corea del Sud, ritenendo inoltre basso il pericolo di una diffusione del virus nel resto del Paese.

 
   
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