euro, valore risultante dalla media delle retribuzioni contrattuali rilevate dall’Istat, aggiornate al 2007, nel solo settore agricolo. Di tale valore nominale, il 5% sarà assegnato all’Inps a titolo di rimborso spese per il servizio reso. I beneficiari delle prestazioni di lavoro accessorio potranno fruire delle prestazioni fino a un tetto di spesa massimo fissato in 10.000 euro, mentre per i lavoratori il tetto massimo annuale è di 5.000 euro.
Intanto, i produttori apprendono con piacere la notizia per il decreto sui “voucher” per la vendemmia. «Si tratta – afferma la Confederazione italiana agricoltori – di un provvedimento che finalmente dà attuazione, con importanti adattamenti al settore agricolo, ad una disposizione già prevista dalla legge Biagi». Secondo la Cia, la possibilità di sperimentare, per l’anno in corso, il lavoro accessorio «consentirà al settore agricolo di affrontare più serenamente scadenze produttive importanti, quali la vendemmia, avvalendosi della collaborazione di studenti e pensionati senza più dover sottostare alla lunga trafila degli adempimenti burocratici previsti per il lavoro dipendente».
La Cia confida che la sperimentazione, che avverrà su tutto il territorio nazionale, «sarà la dimostrazione di quanto incidono gli interventi di semplificazione sull’emersione di alcune tipologie di lavoro vigenti nel settore agricolo, che sono ‘irregolari’ non per la volontà degli imprenditori di trasgredire alla norma, ma perché, considerata la loro breve durata e l’occasionalità, tali rapporti non sono riconducibili alle norme per il lavoro subordinato».
«L’emanazione del decreto attuativo delle norme contenute nella legge Biagi che consentono alle aziende agricole di usufruire di prestazioni occasionali di tipo accessorio da parte di studenti e pensionati per la vendemmia 2008 costituiscono un vantaggio per le imprese». Così Confagricoltura epsrime la propria soddisfazione per il provvedimento. «Grazie al decreto, frutto anche della costante azione svolta da Confagricoltura per l’attuazione di questa importante previsione legislativa della legge Biagi – sostiene l’organizzazione in una nota – si semplificano al massimo gli adempimenti amministrativi in capo alle aziende, le quali debbono solo registrarsi una tantum, acquistare i buoni e consegnarli ai prestatori di lavoro». Questo nuovo istituto, secondo Confagricoltura, «favorirà inoltre l’emersione di rapporti che oggi, si svolgono purtroppo in modo non regolare».