«possa raggiungere un accordo sulla riforma del vino nel corso della riunione ministeriale di dicembre». Per Fischer Boel «migliorare la qualità del vino che si produce in Europa rappresenta una priorità se si vuole raccogliere la sfida che viene dai produttori del Nuovo Mondo». «Dalla sua creazione nel 1999 – aggiunge – il piano di ristrutturazione è stato utile (globalmente sono stati distribuiti tre miliardi di euro) ma è chiaro che bisogna fare di più ed è per questo che una riforma profonda dell’organizzazione comune del vino è necessaria». In attesa della riforma, nella nuova campagna vitivinicola 2007-2008 i fondi previsti dalla Commissione europea serviranno alla riconversione di una superficie totale di 62.816 ettari, suddivisi tra Spagna, Francia, Italia, Portogallo, Romania, Belgaria, Germania, Ungheria, Austria, Grecia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Cipro, Malta e Lussemburgo. L’obiettivo della misura è adattare la produzione di vino alla domanda del mercato, prevedendo misure come la riconversione delle varietà d’uva, il reimpianto dei vigneti e il miglioramento delle tecniche di gestione, mentre non si applica al rinnovo normale dei vigneti giunti al termine del ciclo di vita naturale. La sovvenzione indicativa assegnata a ciascuno stato membro può essere modificata, tenuto conto degli obiettivi del regime e dentro le risorse disponibili. Di seguito i dati indicativi (espressi in milioni di euro) per la ripartizione dei fondi Ue nella campagna 2007-2008: Spagna 162,13; Francia 110,67; Italia 101,10; Portogallo 34,72; Romania 25,06; Bulgaria 18,04; Germania 13,25; Ungheria 11,77; Repubblica Ceca 10,89; Grecia 8,71; Austria 6,67; Slovenia 2,69; Cipro 2,21; Slovacchia 1,78; Malta 0,103; Lussemburgo 0,056 euro.