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L’Ue esclude i passiti dalla nuova Ocm |
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Città del Vino: «Un errore, l’Italia perderebbe un suo patrimonio» |
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BRUXELLES (18 agosto 2007) - La categoria dei passiti non rientra nella proposta di riforma Ocm vino della Commissione europea. «Un errore lasciarli fuori – sottolinea l’associazione nazionale Città del vino. – Dobbiamo, infatti, tutelarli dai falsi passiti, distinguendoli dai vini prodotti con “uve stramature”». La decisione dell’Ue rischia di compromettere una nicchia produttiva molto importante e dal forte legame con il territorio. L’Italia è il Paese maggiormente interessato alla produzione di passiti, una tipologia prodotta anche in altre aree del Mediterraneo, come la Grecia e la Spagna. La nuova Ocm rischia di confondere ancora i consumatori e di esporre i passiti a una concorrenza sleale. |
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| Questo perché nella proposta presentata dalla Commissione a fine luglio non sono riconosciuti tra le “Categorie di prodotti vitivinicoli”, che prevedono solo i “vini liquorosi” e il “vino da uve stranature”. Va ricordato però che la sovrammaturazione delle uve è tecnicamente un’altra cosa rispetto all’appassimento. Città del Vino chiede, dunque, che venga aggiunta anche la categoria dei passiti come fa la legge italiana. «È indispensabile – ribadisce Valentino Valentini, presidente delle Città del Vino – che i passiti vengano riconosciuti e tutelati. Purtroppo su questo tema e sulla classificazione della categoria dei vini, la nuova Ocm rischia di togliere quei punti fermi di riferimento che le Doc, le Docg e le Igt rappresentano per il consumatore» |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||