con il passare del tempo la loro stabilizzazione». In ogni caso, la riduzione dei prezzi corrisponderebbe ad una «perdita di reddito a breve termine» per i produttori di vino. La Commissione si aspetta che nell’anno della più alta percentuale di estirpazione dei vigneti (2009) l’occupazione nelle aziende scenderà del 5,1%. Il calo si dovrebbe ridimensionare gradualmente negli anni successivi per stabilizzarsi attorno a -3,3%, percentuale che, secondo la Commissione, «corrisponde al decremento dell’occupazione agricola previsto nell’ipotesi del proseguimento del regime attuale». Il regime di estirpazione, invece, «provocherà la cessazione dell’attività di una parte delle attuali 8.600 cantine cooperative o vinificatori privati che occupano circa 76 mila persone in tutta l’Ue». Quanto alle distillerie (che solo in Italia, Francia e Spagna raggiungono il numero di 256 con 6.800 addetti), alcune potrebbero essere spinte a chiudere in seguito all’abolizione delle misure alla distillazione. Nel documento di valutazione d’impatto la Commissione rileva, infine, come la riforma proposta «aumenterebbe il livello di sussidiarietà della normativa di settore, dal momento che la dotazione finanziaria nazionale permetterebbe agli Stati membri di scegliere tra una serie di misure alternative». |
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