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Ocm vino, Doc europee contro la liberalizzazione dei vigneti

 

Federdoc, Andovi, Cnaoc e Conferecia presentano uno studio a Bruxelles

 
   

BRUXELLES (21 novembre 2007) - Le quattro principali organizzazioni europee dei vini a denominazione di origine, l’italiana Federdoc, la portoghese Andovi, la francese Cnaoc e la spagnola Conferencia dicono “no” alla liberalizzazione delle piantagioni di vigneti. I responsabili delle quattro organizzazioni, nel corso di una conferenza stampa, hanno presentato uno studio, consegnato anche al commissario Ue all’Agricoltura, Mariann Fischer Boël, in cui si denunciano i “pericoli” della proposta della Commissione. «Lo studio – si legge nel comunicato – dimostra molto chiaramente che i nostri timori sono fondati: la liberalizzazione dei diritti di impianto non può che provocare una destabilizzazione del nostro settore che è l’atout

Vigneti
 
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maggiore della viticoltura europea sul mercato mondiale sempre più competitivo». Per tale motivo, le organizzazioni delle produzioni di vino Doc chiedono ai ministri Ue, che affronteranno l’argomento della riforma Ocm vino nel prossimo Consiglio, di difendere le produzioni più prestigiose. «La rincorsa indiscriminata verso la liberalizzazione – continua la nota – mette in serie difficoltà tutti i produttori con un deprezzamento di tutti quei vigneti di valore».

 
   
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