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La Cia chiede lo stato di calamità |
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Il caldo torrido ha provocato perdite di produzione anche del 60% |
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PALERMO (25 settembre 2007) - La Cia siciliana chiede all’assessore regionale all’Agricoltura l’immediata delimitazione delle aree vitate danneggiate dal caldo torrido di questa estate e la declaratoria dello stato di calamità naturale per fare scattare gli aiuti e gli sgravi previsti dalla normativa sui danni per le aziende colpite dalle avversità atmosferiche. «I danni provocati dagli eccessi termici e dal caldo torrido – denuncia Carmelo Gurrieri, presidente regionale della Cia – sono notevoli anche nel comparto vitivinicolo. La vendemmia ha purtroppo confermato una perdita di produzione del 40%, con punte che nelle province di Trapani, Agrigento e Palermo toccano anche il 50-60%». «Per ridurre la pressione delle prossime scadenze delle cambiali agrarie, previdenziali e fiscali e per indennizzare i viticoltori |
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| dei danni subiti – continua Gurrieri – bisogna immediatamente procedere alla dichiarazione dello stato di calamità anche per il comparto viticolo. Qualora il Governo regionale continuasse a ignorare la richiesta di declaratoria avanzata dalla Cia siciliana, l’organizzazione è pronta alla mobilitazione di piazza». |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||