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Vendemmia 2009, si parte tra luci e ombre |
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L’assessore Cimino: tra gli obiettivi, bisogna creare filiere virtuose |
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PALERMO (7 settembre 2009) - Vendemmia e crisi sembra il leitmotiv di quest’annata. Una crisi che non tocca, a quanto pare, la quantità di vino che verrà prodotta nel 2009, bensì le tasche di tutti gli addetti ai lavori di questo comparto, pilastro dell’economia siciliana. E non solo. A fornire le prime cifre nazionali l’Assoenologi che a novembre, poi, produrrà quelli definitivi. Un’annata “più che buona e con diverse punte di ottimo”, recita il rapporto dell’Assoenologi, ma i prezzi all’ingrosso, rispetto allo scorso anno, potrebbero subire ribassi addirittura anche del 15-20%. L’Organizzazione dei tecnici del settore vitivinicolo, stima una
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| produzione complessiva di uva tra i 63 e i 65 milioni di quintali da cui usciranno circa 46,3 milioni di ettolitri di vini e mosti, in linea con il 2008. Certo, in tempi di crisi, la tendenza al taglio dei prezzi non è musica stonata. Nel primo trimestre del 2009, precisa il direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli, il valore delle esportazioni italiane di vino si è già ridotto del 9,2% rispetto al 2008, ma ha anche permesso di mantenere i volumi che, nello stesso periodo, hanno ceduto appena lo 0,3%. In particolare, i valori oscillano dal -8,3% del vino in bottiglia al -14% degli spumanti, passando per il -12,5% del prodotto sfuso. Altra tendenza che si delinea, ancora per Assoenologi, è il calo della domanda per il vino sfuso (-5,5%) e l’espansione dei vini in bottiglia (+1,1%) e degli spumanti (+17,3%). Tornando alla vendemmia, per Martelli, anche in Italia il trend è in ribasso, già da tempo. Ad una media decennale (1999-2008) di 49,5 milioni di ettolitri, infatti, sono seguiti i 47,3 milioni del periodo 2002-2008 ed i 46,1 milioni del triennio 2006-2008. Inoltre, il bizzarro andamento climatico e le punte di calore registrate nell’ultimo mese, non solo hanno anticipato la vendemmia ma l’hanno anche differenziata longitudinalmente, dividendo l’Italia tra una parte occidentale, ovvero quella tirrenica, che ha registrato incrementi di produzione omogenei compresi tra il 5 ed il 10% rispetto al 2008, ed una parte orientale, ovvero quella adriatica, segnata da cali di produzione, altrettanto omogenei, compresi tra il 5 ed il 10%. Gli aumenti maggiori si registrano in Piemonte (+10%), Campania (+10%) e Sardegna (+10%), mentre le regioni più deficitarie sono Marche (-5%), Abruzzo (-10%) e Puglia (-10%). Il Veneto (8,1 milioni di ettolitri) guida per il terzo anno la classifica delle regioni più produttive, seguito da Emilia Romagna (6,6), Puglia (6,2) e Sicilia (6,1). Insieme, queste ultime regioni, producono quasi il 60% di tutto il vino italiano. Sul fronte della qualità del vino, l’annata 2009 “ad oggi è più che buona, con diverse punte di ottimo”. Ma la futura evoluzione, ovviamente, dipenderà dal tempo di settembre. L’assessore Cimino - Intanto, oggi parte di fatto il tavolo tecnico per il quale i lavori propedeutici all’insediamento sono iniziati lo scorso primo settembre presso l’assessorato regionale all’Risorse Agricole e Alimentari. Il tavolo tecnico, convocato dal presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e dall’assessore al ramo Michele Cimino, nasce per adottare quelle le misure anticrisi della vitivinicoltura siciliana e, in particolare, del mercato del vino. “Sarà un tavolo permanente, da vendemmia a vendemmia – spiega Cimino - in modo da avere un riscontro reale delle linee d’intervento che saranno attivate ”. L’assessore all’Agricoltura sottolinea che “la crisi del settore è congiunturale e strutturale”. “Arriva, tra l’altro, in modo più pesante in un’annata vendemmiale particolarmente favorevole, in termini di qualità e quantità. Una sorta di crisi senza crisi”. “Oggi - aggiunge Cimino - abbiamo messo a fuoco le disfunzioni della filiera che da anni producono effetti negativi al reddito dei produttori”. A questo punto, “il governo intende intervenire in modo radicale, anche facendo scelte che potrebbero risultare impopolari. Ma l’intervento dovrà essere risolutivo”. In altri termini, per l’assessore “continuare l’agonia di una iperproduzione che non troverà poi mercato e quindi non potrà produrre reddito alle aziende, è un insuccesso annunciato”. Ancora Cimino: “Al centro ci sarà innanzitutto il produttore e la stabilità del suo reddito che, differentemente dal passato, non deve e non dovrà contare in futuro solo sugli aiuti pubblici. Non esiste più - evidenzia - il ripianamento bancario delle esposizioni debitorie delle imprese agricole perché il credito d’imposta, secondo la nuova normativa europea, è concesso solo per nuovi investimenti e, in ogni caso, per le aziende che assicurano il rientro dalle passività”. “D’ora in poi – dice ancora Cimino - si dovrà parlare in Sicilia non di aiuti a sostegno ma di aiuti allo sviluppo. Tutte le risorse che saranno messe in campo per fronteggiare l’emergenza dovranno servire a dare stabilità al settore in futuro. La crisi è forte, servono grandi sostegni, oltre a quelli che abbiamo già individuato, e di questo mi farò portavoce anche in sede dei tavoli tecnici nazionali di palazzo Chigi e della Conferenza Stato-Regione”. Le cifre - Cimino snocciola alcune cifre, ricordando che il fatturato del vitivinicolo siciliano è di circa 700 milioni di euro prodotto, quello delle cantine circa 250 milioni (100 di vino sfuso, 150 di vino imbottigliato) “prodotto però solo dal 10-15% delle 78 cantine esistenti”. “Un dato chiaro a partire dal quale l’obiettivo a lungo termine sarà creare filiere virtuose, diminuendo la produzione in eccesso e orientandola verso altri mercati attraverso il controllo dell’offerta”. Ed ecco, in merito, la ricetta di Cimino e che si articola in tre direttrici. “L’orientamento verso destinazioni certe di mercato prodotto da un 25% di vigneti eccedenti; il riposizionamento dei 119 mila ettari vitati, facendo un reale programma organico di risanamento; la razionalizzazione delle cantine sociali”. Nell’immediato, concluso Cimino, “renderemo disponibili circa 21 milioni che abbiamo già individuato, e riposizioneremo alcune misure del programma di sviluppo rurale 2007-2013”. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||