Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
   

Vino, ecco l’ultimatum degli Usa

 

Dal 9 giugno stop alle importazioni di Brunello

 
   

ROMA (14 maggio 2008) - In mancanza di una dichiarazione che provi che il vino sia stato prodotto utilizzando unicamente il Sangiovese, tutte le partite spedite relative alla vendemmia 2003 verranno bloccate in dogana. Questo l’ultimatum lanciato dagli Stati Uniti ai produttori di Brunello di Montalcino con una lettera che l’Alcohol and tobacco tax trade Bureau (Attb) ha fatto pervenire all’Ambasciata italiana a Whashington. Rischia dunque di aggravarsi la questione del Brunello, finito un paio di mesi fa nel mirino dei giudici. Il motivo è noto e riguarda il sospetto che alcune aziende imbottigliatrici avrebbero utilizzato uve diverse da quelle prescritte nel disciplinare, ossia il Sangiovese grosso. Il provvedimento scatterà fra meno di un

Brunello di Montalcino
 
.
 
 
 
 
 
 

mese, il 9 giugno. Nel frattempo sono state già avviate le trattative tra i due Paesi per giungere a uno protocollo d’intesa e per giugno è stata fissata una visita di una delegazione dell’Attb a Montalcino.

Coldiretti «Con un quarto della produzione totale di Brunello che viene spedito negli Stati Uniti, per un valore di oltre 30 milioni di euro, occorre fare al più presto chiarezza per  dare la possibilità ai consumatori americani di continuare a gustare il prestigioso vino». È quanto afferma, in una nota, la Coldiretti commentando la lettera dell’US Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (Attb) con la quale si chiede alle autorità doganali americane di bloccare dal 9 giugno le importazioni, a meno che le spedizioni non arrivino accompagnate da analisi di laboratorio che certifichino che si tratta di vino prodotto al cento per cento con uve Sangiovese. «Ci sono le condizioni per superare l’attuale fase di incertezza – sostiene la Coldiretti – con la trasparenza e ridare tranquillità agli operatori e ai consumatori per evitare danni di immagine in un settore che svolge una funzione da traino per l’intero made in Italy in Italia e all’estero». Secondo l’organizzazione «la rapidità delle indagine in corso, da parte della magistratura, è il miglior antidoto per chiudere le porte alla cultura del sospetto su un prodotto che rappresenta un patrimonio di immagine e reputazione del sistema Italia». Con un giro d’affari di oltre 120 milioni di euro, 247 produttori e sette milioni di bottiglie vendute ogni anno per il 62% all’estero, il Brunello di Montalcino è considerato un simbolo del vino italiano nel mondo. Il 25% della produzione totale di Brunello è assorbito dagli Stati Uniti. Il distretto di Montalcino, che oltre al Brunello produce anche il Rosso, il Moscadello e i vini di Sant’Antimo, conta complessivamente su 3.500 ettari di vigneto che sono un autentico ‘tesoro’ poiché, dal 1967 ad oggi, si è avuta una crescita del 2 mila per cento del valore degli ettari coltivati a Brunello: la quotazione di un ettaro di vigneto di Brunello, secondo un’indagine effettuata dall’Istituto nazionale di economia agraria (Inea), si attesta oggi sui 350 mila euro anche se, i valori possono salire fino a 500 mila euro.
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana