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Brunello, bloccato export verso gli Usa

 

L’annuncio arriva dal presidente dell’Italian Wine and Food Institute

 
   

NEW YORK (25 giugno 2008) - Da oggi le esportazioni verso gli Stati Uniti di Brunello di Montalcino sono bloccate. Lo afferma il presidente dell’Italian Wine and Food Institute di New York, Lucio Caputo, precisando che «il blocco in teoria c’é, non è stato rinviato». Le dogane statunitensi sono state informate che da oggi il Brunello non può entrare. Il via libera all’ingresso del famosissimo vino toscano, infatti, non potrà arrivare se prima non verrà deciso quale dovrà essere l’ente governativo italiano preposto al rilascio del documento che ne attesti il rispetto dei requisiti della Docg Brunello di Montalcino. Le nuove regole del governo americano per l’importazione del Brunello di Montalcino negli Stati Uniti, in vigore da oggi,

Brunello
 
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erano state pubblicate sabato 21 giugno sul sito dell’Alcohol and Tobacco tax and trade bureau (Attb) del ministero del Tesoro americano. «C’é lentezza da parte italiana, sia per quanto riguarda l’indagine della magistratura, sia perché non si riesce a capire come e chi deve effettuare il certificato», ha precisato Caputo, esprimendo il «proprio disappunto per la vicenda». Il presidente dell’Italian Wine and Food Institute di New York sottolinea, comunque, che per i prossimi tre-quattro mesi non ci dovrebbe essere nessuna carenza di Brunello sul mercato statunitense, visto che gli importatori hanno fatto scorta, facendo sì che i propri ordini arrivassero prima dell’entrate in vigore del blocco. «La palla ora sta all’Italia – spiega Caputo –. Se la vicenda non si risolve, vorrà dire che quando le scorte termineranno non ci sarà, né arriverà più Brunello, con un conseguente ulteriore danno all’immagine».
E intanto il governo italiano intende avviare un piano straordinario. «Ai significativi successi del lavoro del ministro Zaia per garantire l'export del Brunello di Montalcino negli Stati Uniti, è nostra intenzione affiancare un "piano straordinario per il vino" che faccia riprendere smalto all'Italia, primo paese esportatore negli Usa». È quanto annunciato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso, a margine dell'Assemblea di Federvini. «Il piano – ha detto Urso – partirà sicuramente nel 2009, se non prima, già in autunno e probabilmente proprio dal mercato statunitense. E usufruirà delle nostre risorse già previste per il made in Italy». Urso, in partenza per gli Stati Uniti dove domenica parteciperà all'inaugurazione del Fancy Food, incontrerà l'Ice Usa per pianificare in merito un piano complessivo in accordo col ministero delle Politiche agricole. E proprio sulla promozione, alla luce delle «significative» risorse ottenute dall'Italia con l'Ocm vino, il sottosegretario Urso ha auspicato un accordo Buonitalia-Ice affinché le risorse siano gestite «in maniera unitaria e valorizzate. Per passare, grazie a questa cabina di regia, da una logica difensiva a offensiva».

 
   
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