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Sicilia en primeur, un’annata elegante

 

Cento giornalisti degusteano ventritre vini in anteprima

 
   

TRAPANI (10 marzo 2008) - «Vini eleganti che ascoltano il mercato interpretando le esigenze del consumatore». Così descrive la vendemmia siciliana 2007 l’enologo Riccardo Cotarella a "Sicilia en primeur", la degustazione dei vini siciliani non ancora in commercio. Alla quinta edizione della manifestazione, svolta a Marsala (Trapani), hanno preso parte cento giornalisti della stampa internazionale a cui sono stati presentati 23 vini alla "cieca" (sei bianchi, 15 rossi e 2 dolci), rappresentativi dei diversi "terroir" dell’Isola: da Trapani, Agrigento e Palermo a Catania, Ragusa e Siracusa. Per i bianchi sono stati selezionati, per la varietà autocotona, il Carricante, l’Inzolia, il Catarratto e il Grillo; per le varietà "alloctone"

Sicilia en primeur
 
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il Viogner e il Fiano. Per i rossi si è puntato sul Nero d’Avola, il Nerello Mascalese e il Cappuccio, continuando con il Frappato e il Perricone, senza dimenticare vitigni internazionali come il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Sirah. Per i vini dolci, lo Zibibbo di Pantelleria. Per Cotarella «il Viogner e il Fiano hanno trovato in Sicilia le condizioni ideali per fornire vini estremamente caratterizzati. Contemporaneamente i rossi rappresentano al meglio l’identità siciliana: tra tutti spiccano i Nerelli che potrebbero costituire un cavallo di battaglia dopo il Nero d’Avola». La Sicilia si tinge di ‘rosso’, dunque, e vanno attestandosi sempre più in cima alle classifiche, per superficie coltivata, le varietà vitinicole autoctone a bacca rossa come il Nero d’Avola, il Sirah, il Merlot e il Cabernet Sauvignan. Il Nero d’Avola è la prima varietà rossa per superficie coltivata passando da 14.457 ettari (10,4%) in produzione nel 2000 agli attuali 18.812 (15,82%). Per le varietà alloctone di pregio: il Sirah è passato da 0,45% al 4,35%, il Merlot è salito da 0,62% a 4,05% e il Cabernet Sauvignon da 0,54% agli attuali 3,29%. Dal punto di vista varietale, la Sicilia comunque continua ad essere una terra vocata alla produzione di uve a bacca bianca anche se negli ultimi anni si è assistito ad una forte diminuzione della sua incidenza. Degli ettari vitati, infatti, le varietà a bacca bianca occupano 76.569 ettari mentre quelle a bacca nera 42.014. Tra le varietà a bacca bianca, infine, il Catarratto Bianco, pur conservando un primato di superficie, ha subito un forte calo passando dal 46% del 2000 all’attuale 33,21% mentre cresce la quota destinata allo chardonnay che oggi supera il 4%.

 

 

 
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