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Enologia, il vino in Russia parla italiano

 

Mosca adotta il sistema di classificazione del Bel Paese

 
   

ROMA (27 novembre 2008) - Il vino italiano, in Russia, cresce nell'immagine e anche nei consumi. Grande apprezzamento per Brunello e Barolo, ma anche Amarone, Nero d'Avola e, soprattutto, per le bollicine che nelle vendite hanno superato lo champagne. Di questo e altro si è parlato a Mosca nell'ambito di Interdrink, la Fiera sulle bevande alcoliche che ogni anno si tiene nelle capitale russa. Nel convegno internazionale che si è tenuto durante Interdrink, Ettore Ponzo, responsabile sviluppo delle produzione vegetali per l'assessorato Agricoltura della Regione Piemonte, ha spiegato il sistema di classificazione dei vini in Italia. «Sistema che stiamo studiando con particolare attenzione e che abbiamo intenzione di

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adottare – ha sottolineato Paragul'gov, presidente dell'associazione degli importatori e distributori di vini e alcolici della Federazione russa – così come abbiamo fatto l'anno scorso con il vostro sistema di controllo delle bevande alcoliche presso le dogane. A riprova che nel settore vino, l'Italia resta per noi un esempio da seguire». Nel corso dell’incontro si è parlato anche del fatto che i consumatori russi guardano con sempre maggiore attenzione alla produzione italiana. Il consumo di vino in Russia è, infatti, in costante crescita, 7 litri l'anno, e il gap rispetto ad altre bevande come vodka e birra si sta riducendo di anno in anno.

 
   
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