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Ocm vino, l’Italia si salva dallo zuccheraggio |
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Approvato un emendamento che consentirà la tecnica soltanto in tre Paesi |
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BRUXELLES (21 novembre 2007) - La commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato, oggi a Bruxelles, una relazione sulla proposta di riforma dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) del settore vitivinicolo. Gli eurodeputati hanno accettato una serie di emendamenti di compromesso appoggiati dal relatore, Giuseppe Castiglione, tra cui uno particolarmente importante per l’Italia, sullo zuccheraggio. «Abbiamo lavorato molto – commenta Giuseppe Castiglione – ma è molto importante che il risultato tenga conto dei diversi aspetti della viticoltura europea». Secondo Enzo Lavarra (Pse) il voto di oggi in commissione riflette «l’equilibrio tra interessi divergenti tra i 27 Paesi Ue». «Insieme |
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al relatore Castiglione – prosegue Lavarra – abbiamo costruito un’alleanza ampia con la maggioranza dei Paesi europei in modo da migliorare in modo significativo la proposta della commissione per quanto riguarda le pratiche enologiche, il sistema delle denominazioni e l'etichettatura dei vini». Il punto critico per l’europarlamentare è la conferma della pratica dello zuccheraggio. «Lo spostamento della delegazione francese sulle posizioni dei paesi nordici ha reso impossibile continuare a sostenerne l’abolizione». Secondo l’emendamento approvato oggi, la pratica enologica dello zuccheraggio resta consentita nelle regioni che finora l’hanno praticata (Germania, Lussemburgo, Nord della Francia), mentre restano contemporaneamente gli aiuti comunitari ai mosti, che interessano le regioni vitivinicole dell’Europa meridionale. Gli eurodeputati chiedono, però, di aumentare a 2,5% il contenuto alcolico del vino dovuto all’arricchimento con zucchero, rispetto alla proposta della Commissione europea di limitarlo al 2% (finora era ammesso fino al 4%). In più, si chiede di limitare lo zuccheraggio alle sole produzioni in condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli, che non permetterebbero altrimenti il raggiungimento della gradazione alcolica necessaria. Tra gli altri emendamenti approvati, la liberalizzazione degli impianti di vigneti nelle zone di produzione vitivinicole. Gli eurodeputati hanno adottato, in tal senso, delle modifiche che vanno verso una maggiore protezione dei vini di qualità, e chiedono in particolare che la liberalizzazione sia esclusa nelle zone di produzione delle denominazioni d’origine. |
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L'intervento dell'europarlamentare Giuseppe Castiglione |
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«Il voto di oggi è un grande successo sia per la viticoltura europea sia per il ruolo politico del Parlamento in questa grande riforma. Ho voluto puntare sulla centralità del Parlamento europeo e il voto di oggi, al di là della larghissima maggioranza con cui è stata adottata la mia relazione in Commissione, è il risultato di un grande lavoro di cooperazione tra gruppi politici, diversità nazionali e specificità locali in nome di un nuovo modello di viticoltura europea. Grazie all'approvazione di alcuni compromessi siamo riusciti ad ottenere un testo coerente e ambizioso, che punti al mercato, alla competitività dei nostri vini, ad una loro maggiore capacità di penetrazione sia sul mercato interno che in quelli internazionali. Abbiamo voluto |
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destinare le risorse, fino ad oggi utilizzate in maniera poco efficace per la distruzione delle nostre produzioni, al finanziamento di programmi nazionali di supporto del settore. Nel contempo, abbiamo garantito una maggiore sussidiarietà agli Stati membri, per scegliere le misure più adeguate al rilancio della propria viticoltura: dalla promozione alla conoscenza dei mercati, dalla ricerca e lo sviluppo alla ristrutturazione della filiera. Tutte misure che ci consentiranno di passare da una politica della quantità ad una della qualità, migliorando così la commercializzazione dei nostri vini. Per questo ho puntato sul rafforzamento della tutela delle indicazioni geografiche, anche dal punto di vista dell'etichettatura, non consentendo l'indicazione di annata e vitigno per i vini da tavola e sottraendo i vini Doc e Igt ad una possibile futura liberalizzazione dei diritti di impianto. Per tutti gli altri vini, invece, non abbiamo detto un “no” definitivo alla liberalizzazione, ma penso sia necessario, prima di decidere cosa fare, tutelare gli investimenti fatti fino ad oggi dai nostri produttori e soprattutto verificare prima come funzionano, da un lato, il regime di estirpazione, ridotto da cinque a tre anni, e dall'altro i programmi nazionali di supporto. Infine, un buon compromesso ci ha consentito di superare uno dei nodi più problematici di questa riforma: l'utilizzo dello zucchero. Da un lato, si è riconosciuto per gli Stati membri che utilizzano tradizionalmente tale pratica la possibilità di continuare a farlo, ma con limiti molto più rigorosi, e dall'altro abbiamo ottenuto il mantenimento sia degli aiuti al mosto, sia della distillazione dei sottoprodotti, a livello comunitario, due punti fondamentali per l'Italia». |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||