mantenimento dell’aiuto all’arricchimento, per lo zuccheraggio potremmo concedere un aumento del grado alcolico dei vini massimo di 2 gradi. L’Europa è un’arena complessa, per trovare la sintesi dobbiamo cercare di capire come sono organizzati gli altri Paesi». Condivisione degli obiettivi proposti dalla federazione è arrivata anche da Lene Naesager, componente del Gabinetto del Commissario europeo all’Agricoltura. «La proposta della commissione – dice Naesager – va verso una riforma fatta da regole semplici, chiare e che diano equilibrio tra domanda e offerta. Condivido, pertanto, gli obiettivi di competitività, sostenibilità e sussidiarietà lanciati dalla cooperazione italiana». Quanto alle prestazioni viniche, secondo la Naesager, è comprensibile la necessità di Fedagri-Confcooperative di mantenere la distillazione dei sottoprodotti, necessaria a preservare la qualità dei vini e l’impatto ambientale, «è da riconoscere però – aggiunge – che quello vitivinicolo è l’unico settore che riceve, ad oggi, questi contributi». I prossimi appuntamenti decisivi riguardano la convocazione del “Tavolo agroalimentare”, annunciata da De Castro per mettere a punto le priorità nazionali per il settore e la celebrazione della seconda edizione degli Stati generali del vino, che si terranno a Roma, il prossimo 8 novembre nel corso dei quali si parlerà anche della modifica della Legge 164, sulla denominazione d’origine dei vini.