Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
   
SERVIZIO TRATTO DAL NUMERO 4/2010 DEL MENSILE TERRÀ  
E ora la viticoltura siciliana cambia look
Facebook
  Bookmark and Share
Progetto del Dofata, università di Catania, per migliorare il germoplasma
     
Il progetto “Innovazione e valorizzazione della filiera vitivinicola siciliana”, di carattere formativo e divulgativo, ma anche di ricerca e sperimentazione, si propone, fra le altre cose, di innalzare progressivamente il profilo imprenditoriale, tecnico ed economico-gestionale degli operatori del settore, soprattutto di quelli che operano nei contesti aziendali relativamente meno avanzati. Inoltre, il progetto punta a diffondere fra tutti gli operatori interessati e coinvolti i risultati intermedi del’iniziativa, favorendo ampi e mirati processi di know-how transfer e di diffusione delle innovazioni. Un ulteriore obiettivo è quello di potenziare la “proattività esterna”, e in
Soldi









Alberello di Nerello mascalese
 
.
 
 
 
 
 
 
particolare internazionale, della vitivinicoltura siciliana attraverso la diffusione di modelli cooperativi fra aziende e organizzazioni diverse attraverso una maggiore “cultura delle alleanze”. A ciò si affianca la diffusione di metodologie e l’impiego di idonee tecniche mirate alla valorizzazione dei prodotti. Altre tematiche su cui ruota il progetto sono l’individuazione e la promozione, quale retroterra culturale di tale complesso progetto, di alcuni elementi di identità comuni ai vari soggetti che in vario modo vi partecipano, nonché l’nnovazione della vitivinicoltura e la valorizzazione delle produzioni enologiche della Sicilia, con particolare riferimento alle aree svantaggiate (Etna, Pantelleria, ecc.), senza tralasciare l’ampliamento della gamma dei prodotti realizzati in un’ottica di accrescimento della qualità e della realizzazione per target di mercato specifici. L’iniziativa presuppone infine la definizione e l’attuazione di un articolato programma pluriennale di comunicazione che ponga le basi sulle risorse storiche, artistiche, culturali, gastronomiche ed enologiche della Sicilia.

PALERMO
(8 giugno 2010) - Reperimenti archeologici, riferimenti letterari, trasformazioni del territorio e tradizioni popolari, sono testimonianza della centralità della vite nell’attività agricola dell’Etna. Un patrimonio biologico, tecnologico e culturale che diversi enti e istituti di ricerca hanno preso in considerazione nel tentativo di caratterizzarne ed evidenziarne le peculiarità. Anche il dipartimento di Ortofloroarboricoltura e tecnologie agroalimentari (Dofata) dell’Università di Catania è da anni impegnato in un lavoro di reperimento, valorizzazione e miglioramento del germoplasma viticolo etneo.
L’attività è stata incentrata su due linee di ricerca finalizzate al miglioramento del “Nerello mascalese”, vitigno principe delle produzioni enologiche etnee, e al reperimento e alla caratterizzazione di vitigni autoctoni minori presenti da anni sul territorio.
L’attività sul Nerello mascalese, considerato da molti autori un vitigno popolazione, è stata effettuata mediante lo studio della sua variabilità intravarietale, indispensabile e propedeutica per un lavoro di selezione clonale. Nei vigneti più vecchi, dove è possibile riscontrare più facilmente variabilità genetica, è stata effettuata una ricerca di biotipi che producevano grappoli piccoli, spargoli, ben colorati e senza difetti di acinellatura. Sono stati individuati otto biotipi (DB1, DB2, T1, T2, SC1, SC2, SC3, NM3), che sono stati caratterizzati dal punto di vista morfologico e molecolare, confrontandoli con uno dei due cloni registrati di Nerello, l’NF8, il quale era stato selezionato negli anni Ottanta sulla base di caratteri che si discostano da quelli che oggi hanno valenza agronomica ed enologica.

Alcuni biotipi studiati


Con la seconda linea di ricerca, attraverso un’indagine territoriale è stato possibile rinvenire alcuni vitigni minori che possono essere considerati “reliquie”. In particolare, tra i vitigni a bacca bianca sono stati reperiti: Vispara, Madama bianca, Bianchetta e Virdisi; tra i vitigni a bacca nera: Barbarossa, Madama nera, Zzineuru, Terribile, Minnella nera, Muscatedduni e Moscatella nera. Anche questi sono stati studiati e caratterizzati dal punto di vista ampelografico, produttivo e delle caratteristiche del mosto, e anche per questi si prevede di effettuare la caratterizzazione molecolare.
Sia i biotipi di Nerello mascalese selezionati, sia i vitigni reliquia sono stati collezionati presso l’azienda agraria dell’Università di Catania e, di recente, sono stati messi a dimora anche presso il campo collezione del Parco dell’Etna insieme al germoplasma viticolo reperito dall’assessorato Risorse agricole e alimentari nell’ambito del progetto “Valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani”.

Vitigno Zzinèuru reperito sull’Etna

Il Dofata proseguirà l’attività intrapresa sia con il Nerello mascalese, per il quale si prevede di continuare il lavoro di selezione anche attraverso la valutazione delle caratteristiche enologiche, sia con gli altri vitigni reperiti, alcuni dei quali potrebbero risultare interessanti per la trasformazione enologica.
Tutti i vitigni individuati e caratterizzati assumono un rilevante interesse per il mantenimento della biodiversità e, anche alla luce della possibilità di applicare le tecniche di risequenziamento, per il loro sfruttamento in programmi di miglioramento genetico.

Moneta dell’Etna, testa di Sileno, 476-461 a.C. (Fonte: Bruno Pastena, La civiltà della vite in Sicilia)

Infine, non va dimenticato il ruolo “museale” che i vitigni reliquia possiedono; un ruolo che potrebbe contribuire alla valorizzazione del territorio attraverso la promozione e la conoscenza.
 
Alessandra Gentile
Dofata - Università di Catania
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana