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Vino, subito un piano nazionale su sviluppo e competitività |
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La proposta della Cia per affrontare al meglio le sfide del futuro |
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ROMA (11 giugno 2008) - Occorre definire al più presto un Piano vitivinicolo nazionale nel rispetto del ruolo, anche virtuoso, delle amministrazioni regionali per evitare penalizzazioni in termini di capacità di azione, spesa e rendicontazione, in modo da inviarlo alla Commissione Ue in tempi utili proprio per renderlo esecutivo già prima dell’inizio della prossima vendemmia. Un Piano i cui elementi strategici devono essere il frutto di un valido Patto di filiera. È quanto evidenziato al Forum promosso dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori oggi a Torino sul tema “Vino, tra certezze e nuove sfide”. Forum durante il quale, attraverso il contributo delle istituzioni nazionali e regionali, dei produttori e degli esperti di settore, è stato |
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| fatto il punto sull’attuale situazione a poco meno di un mese dalla parziale entrata in vigore della nuova Ocm. Con questa iniziativa la Cia ha inteso focalizzare le novità e le contraddizioni della riforma Ue che vede nella programmazione nazionale uno strumento fondamentale per la competitività del settore. Un Piano che deve svilupparsi soprattutto attraverso un adeguato e costruttivo rapporto di filiera. Un vero Patto tra i vari soggetti in modo da valorizzare le nostre produzioni, apprezzate in tutto il modo, e tutelare i redditi dei produttori che negli ultimi tempi sono stati sempre più corrosi. «Il Piano nazionale – è stato ribadito durante il forum di Torino – deve articolarsi attraverso precise priorità: accompagnare la transizione dal vecchio al nuovo regime attenuando gli effetti sui redditi dei produttori di uva e di vino; realizzare un maggior sviluppo e integrazione della filiera; consolidare il livello qualitativo della produzione e migliorare la competitività del settore al fine di avvicinarsi a un equilibrio di mercato; sostenere la vitivinicoltura in aree sensibili dal punto di vista paesaggistico e tutelare il valore e le tradizioni culturali connesse alla produzione vitivinicola». Al momento, comunque, secondo la Cia «è difficile capire se la nuova Ocm è coerente con gli obiettivi previsti dalla commissione Ue relativi ad un maggior livello di qualità e competitività. Per questo motivo sarà necessario sviluppare una visione strategica per l’intera filiera vitivinicola, conformando il Piano nazionale di sostegno alla struttura di produzione e mettendo in atto meccanismi per spendere le risorse per la promozione e il rafforzamento di tutti soggetti che compongano i vari passaggi dal campo alla tavola». Una volta avviato il Piano nazionale, con tutte le implicazioni ad esso collegate, sarà opportuno avviare un aggiornamento della normativa sulle denominazioni di origine per far crescere l’apprezzamento dei vini italiani nel mondo, assicurandone la tracciabilità delle produzioni e la territorialità. Elementi questi che sono strategici per la fidelizzazione del cliente-consumatore. Durante il Forum della Cia è stato evidenziato che nel 2006/2007 abbiamo esportato 18 milioni di ettolitri per un valore record di 3,4 miliardi di euro, anche se il prezzo di vendita medio risulta essere di 1,73 euro il litro, ben al di sotto dei 2,17 euro a livello mondiale. Ma per far crescere l’apprezzamento dei nostri prodotti serve, secondo la Cia, un’azione di comunicazione e di promozione al passo con i tempi. Un’azione che esalti la territorialità delle nostre produzioni, coinvolgendo gli operatori anche in termini di redistribuzione dei vantaggi conseguiti. D’altra parte, non si possono fare seri e duraturi progetti per l’export disattendendo i costi di produzione della materia prima, l’uva. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||