circa la notifica della norma in questione a Bruxelles, così come previsto dai regolamenti comunitari. Nel contempo stiamo impostando anche la relativa circolare che stabilisce i criteri per l’assegnazione delle risorse stanziate. Non appena avremo la risposta da Roma, e questo dovrebbe avvenire nel giro di qualche giorno, la circolare, dopo il parere positivo da parte dell’Unione europea, potrà essere pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Regione. A quel punto gli agricoltori potranno presentare le domande di risarcimento danni». L’individuazione dei territori interessati agli interventi avverrà attraverso le segnalazioni pervenute da parte di alcuni ispettorati provinciali dell’Agricoltura e sulla base di una relazione tecnico-scientifica sui dati metereologici che dimostrino come l’attacco della peronospora sia stato causato a seguito dell’andamento climatico anomalo. «Abbiamo attivato questo percorso – conclude l’assessore – per consentire la ripresa produttiva ed economica delle numerose imprese danneggiate. A beneficiare degli aiuti potranno essere le piccole e medie imprese agricole attive nel settore della produzione viticola in Sicilia. Il contributo concesso sarà in conto capitale e non potrà superare l’80% del danno accertato». Nel caso in cui le richieste dovessero superare le risorse finanziarie stanziate, avverrà una riduzione proporzionale fra tutti gli interventi dichiarati ammissibili a seguito dell’istruttoria.
Intanto arrivano le prime reazioni alla decisione dell'assessorato di sbloccare la procedura per il risarcimento danni da peronospora. «L'importante è che si sia risolto il problema – sottolinea il presidente della Coldiretti di Trapani, Giuseppe Riolo – e finalmente i viticoltori danneggiati potranno ottenere, in tempi brevi, il risarcimento, sia pure parziale, dei danni e dei maggiori costi affrontati lo scorso anno per arginare il fenomeno della peronospora».
SCHEDA PERONOSPORA |
Cos’è la peronospora L’agente patogeno della peronospora è un fungo (plasmopara viticola) importato in Europa dall’America verso la fine del XIX secolo. La peronospora rappresenta oggi una delle più gravi e diffuse avversità della vite |
Condizioni che hanno favorito l’attacco Un inverno particolarmente mite ed una primavera fresca e piovosa: condizioni climatiche abbastanza inusuali per la Sicilia occidentale che hanno portato alla presenza contemporanea delle 3 condizioni che favoriscono lo sviluppo del fungo della peronospora, la cosiddetta “regola dei tre 10” (una temperatura minima di almeno 10°C, 10 mm di pioggia caduta nell’arco e 24-48 ore e una lunghezza dei germogli di almeno 10 cm). |
I sintomi dell’infezione Innanzitutto la comparsa sulla pagina superiore della foglia di chiazze traslucide simili a macchie d’olio e, in presenza di umidità relativa elevata, di muffa bianca su quella inferiore; nelle forme più gravi si ha il disseccamento e la caduta della foglia, e il deperimento generale della pianta. Durante la fioritura o subito dopo l'allegagione, le infiorescenze e i grappolini possono subire l'attacco del fungo, i rachidi appaiono allessati e si ricoprono di muffa biancastra. Gli acini possono venire colpiti nelle prime fasi d'accrescimento fino a circa 2 mm di diametro. Nel caso di attacchi tardivi gli acini vanno soggetti a marciume bruno e a disseccamento (peronospora larvata). Sui germogli e sui tralci erbacei la malattia si manifesta con imbrunimenti e comparsa di muffa bianca. Sui tralci lignificati la malattia determina profonde fessurazioni e desquamazioni. |
Area di diffusione della peronospora L’attacco della peronospora si è manifestato prevalentemente nell’area del trapanese dove il fungo plasmophora viticola ha colpito in maniera molto pesante i vigneti con un’incidenza dei danni alle produzioni che oscillano tra il 30% e, nei casi più gravi, l’80%. Ai danni sulla produzione si è si aggiunto il rischio di compromettere il processo di lignificazione delle viti e quindi anche la produzione del prossimo anno. |
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