meccanizzazione delle procedure di raccolta a causa dei terrazzamenti su cui si coltiva la vite». Come se non bastasse lo scorso anno le piante sono state colpite anche dalla peronospora che ha distrutto parte del raccolto. Una serie di condizioni che ha imposto al Consorzio, che raccoglie cinque aziende rappresentanti l’85% della produzione dell’isola, l’elaborazione di un progetto per non perdere la coltivazione di uno dei prodotti tipici dell’isola assieme ai capperi. Un processo che però sembra quasi irreversibile, visto il costante dimezzamento della produzione negli ultimi trent’anni: se nel 1973 i quintali d’uva erano 450 mila nel 1990 sono già diventati 240 mila, per poi ridursi a 38 mila l’anno scorso e appena 25-30 mila nell’ultima vendemmia. «Ci interessa raggiungere i 50 mila quintali – conclude Lo Re – per permetterci una produzione di qualità a un regime costante". Lo scorso anno sono state confezionate 2,1 milioni di bottiglie che rappresentano lo 0,59% della produzione regionale. Le uve di Pantelleria hanno comunque raggiunto quotazioni interessanti anche a causa della riduzione del prodotto: le uve Doc sono vendute a cento euro al quintale, sessanta per le Igt, mentre l’uva passa raggiunge i 600-700 euro al quintale. La aziende vitivinicole a Pantelleria sono 28, ma solo due (Miceli e Pellegrino) raggiungono livelli internazionali.