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Ocm vino, produttori ancora sul piede di guerra |
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A rischio il 40% delle denominazioni. Zaia: «Rivedere la riforma» |
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ROMA (25 agosto 2008) - Il vino italiano “rischia di perdere la sua identità”. La nuova classificazione europea che entrerà in vigore dal primo agosto 2009 potrebbe ridurre di quasi il 40% le denominazioni che tutelano la produzione italiana, passando dalle 470 tra Docg, Doc e Igt ad appena 182 tra Dop e Igp. A lanciare l’allarme è l’associazione Città del vino, che chiede al ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, di intervenire sulla Commissione Europea per ritardare l’entrata in vigore delle nuove norme prevista dalla riforma del mercato comune vitivinicolo Ue (Ocm vino). «Lo scenario che potrebbe prospettarsi per i vini italiani dall’anno prossimo – spiega l’associazione – è a dir poco preoccupante: la nuova |
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| classificazione, ispirata a quella delle produzioni tipiche agroalimentari, imporrà ad un territorio una sola Dop o Igp. Accadrà così, ad esempio, che a Montalcino la Dop Brunello cancellerà la Doc Rosso di Montalcino, Sant’Antimo e Moscadello. Niente più sottozone o menzioni aggiuntive ma un’unica Dop, con il risultato, prendendo ad esempio il Chianti, della scomparsa del Chianti Rufina, Chianti Montespertoli, Chianti Colline Senesi, etc». Le Città del vino si dicono «stupite che né i produttori né i loro Consorzi, né tantomeno le associazioni di categoria abbiano chiesto i dovuti chiarimenti e fatto doverose valutazioni sulle conseguenze future». «È necessario far slittare l’entrata in vigore di questo provvedimento – sottolinea il presidente delle Città del vino, Valentino Valentini – per dare modo ai nostri rappresentanti in sede europea di poter vagliare tutte le possibili eventualità». Federvini «La drastica riduzione dei marchi italiani in seguito alle nuove normative europee sul vino non è una cosa automatica. Ci sarà un contraddittorio in cui avranno voce anche il mministero e le organizzazioni dei produttori». Così Oreste Cagiano, direttore di Federvini, commenta l’allarme lanciato dall’associazione Città del vino sulla possibile sparizione, in seguito all’entrata in vigore dell’Ocm vino, di oltre il 60% dei 470 marchi Doc, Docg e Igt per dar vita a 182 nuovi Dop e Igp. «È vero che i nuovi vini che aspirano a un marchio di protezione dovranno essere sottoposti a una serie di controlli a livello europeo e che i vecchi dovranno essere registrati a Bruxelles – spiega Cagiano – ma è anche vero che la riduzione dei marchi non sarà automatica, perché le normative sono comunque ancora in fase di definizione». Cagiano ricorda che attualmente i marchi sono proposti dagli stessi produttori, e concessi dal ministero delle Politiche agricole sulla base del parere di un apposito Comitato. «Le nuove normative europee in vigore dal primo agosto – aggiunge il direttore di Federvini – cambieranno il sistema attualmente in vigore, ma ancora non si può dire come. In ogni caso, è auspicabile l’accorpamento di qualche denominazione relativa a produzioni sopravvalutate o classificate in maniera troppo frettolosa». A questo proposito Cagiano ha sottolineato la necessità di «seguire l’attività del ministero delle Politiche agricole in relazione alla nuova Ocm vino», di «riformare la legge 164 del ’92 sulle denominazioni e di fare una riflessione sul contenuto dei disciplinari di produzione». Zaia «L’Ocm vino è un disastro programmato soprattutto sul fronte delle denominazioni». Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, non ha dubbi sull’allarme lanciato da Città del vino sulla perdita di più del 60% delle denominazioni Doc, Docg e Igt e anzi sottolinea: «questo è un allarme che io sto lanciando da 90 giorni. Ho contestato e avversato la riforma europea del vino da quando ero assessore e vicepresidente del Veneto, la prima regione produttrice di vino». Critico su molti punti della riforma europea, fra cui lo zuccheraggio, il ministro non ha remore a dire che «l’Ocm vino è stata una riforma scritta con poco rispetto per lo Stato membro Italia che, con i suoi 49 milioni di ettolitri, è il primo produttore di vino dell’Unione. Ora – conclude – dobbiamo riposizionarci all’interno del negoziato e ridiscutere i punti che mortificano le produzioni italiane».
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||