vini base e del 10% per i vini di fascia medio-alta. «La decisione assunta dall’assemblea – si legge in una nota del sindacato – è il frutto non di intenti speculativi, ma il necessario adeguamento minimo del settore dell’imbottigliamento». I prezzi delle uve negli ultimi anni sono calati drammaticamente e, secondo l’Uiv, oggi si è arrivati ad aumenti ingiustificati». Il sindacato ha posto, inoltre, l’attenzione sulla necessità che settore della produzione e quello della trasformazione-imbottigliamento arrivino ad una programmazione concordata dei prezzi almeno quinquennale. Intanto, a confermare il calo della vendemmia 2007 è anche Fedagri che pone l’attenzione sulla povera produzione di vino novello. «Quest’anno – comunica la Confederazone – si registra un calo del 10%, arrivando a poco più di 14 milioni di bottiglie, contro le oltre 15 milioni e 600 mila bottiglie prodotte nel 2006». Le stime di produzione raccolte da Fedagri-Confcooperative si basano su uno studio tra le 429 cantine cooperative aderenti all’organizzazione. «Il vino novello – spiega il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni – è primo indicatore della qualità della vendemmia con i suoi 68 milioni di euro di valore». Dei 106.000 ettolitri di novello 2007, il 60% proviene dal Nord Italia, il 25% sarà prodotto dal Centro Italia e il restante 15% dal Meridione. Tra i vitigni protagonisti ci sono, secondo Fedagri, al primo posto il Merlot, seguito dal Sangiovese (+10% dal 2002), dal Cabernet (-11% dal 2002) e dal Montepulciano (+17% dal 2002).