Castro – che prevedono un ridimensionamento dell’arricchimento permettendolo solo in alcune zone e solo entro uno o due gradi». Questa ipotesi, però, trova perplessi i produttori di vino che vogliono difendere la qualità e la tipicità del vino italiano. Tra gli altri, ad alzare la voce è la Coldiretti che annuncia: «È di fondamentale importanza l’eliminazione della pratica dello zuccheraggio per consentire finalmente di avere un’univoca definizione di vino comunitario come prodotto agricolo ‘interamente’ ottenuto dall’uva». Inoltre, la Coldiretti manifesta anche una forte opposizione alle richieste dei Paesi del nord Europa che vorrebbero chiamare vino anche quello ottenuto da altri tipi di frutta, come le mele.
Oltre alla questione dello zuccheraggio, la riforma Ocm vino provoca timori tra i lavoratori. «Così come è formulata, la proposta di riforma potrebbe costare al nostro Paese la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro». È quanto afferma il segretario nazionale della Uila-Uil, Pietro Pellegrini, intervenendo agli Stati generali del vino. Il sindacalista ha chiesto al ministro De Castro «di adoperarsi affinché il tema del lavoro e delle ricadute occupazionali acquisti centralità nella discussione sulla riforma dell’Ocm vino e di tutte le scelte future in materia di politica agricola comune».
Intanto, il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Marco Lion, inserendosi nel dibattito sulla riforma avverte: «Insieme ai prodotti tipici, il vino delle regioni italiane a denominazione d’origine è uno dei tesori del made in Italy e per questo è necessario difendere con il massimo impegno la coltivazione dei vitigni del nostro Paese contro eventuali facili agevolazioni per l’estirpazione».