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Vino, nel mercato Usa l’Italia è meno competitiva

 

Intanto la moda dei rosè è sbarcata Oltreoceano

 
   

ROMA (3 Settembre 2008) - L’aumento dei costi e il costante rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro sono stati fattori determinati nel rendere, nel mercato Usa, i vini europei, francesi e italiani in particolare, meno competitivi rispetto a quelli di paesi terzi ed, in particolare, di quelli sud americani ed australiani. Il volume delle esportazioni, dopo una costante crescita, ha ora cominciato a ridursi. È quanto sottolinea uno studio dell’Italian Wine & Food Institute (Iwfi) relativamente al quinquennio giugno 2003 - 2008. Dal confronto fra i prezzi medi dei vini italiani, australiani, francesi e cileni, al momento del loro arrivo alle dogane americane, è emerso che, precisa l’Iwfi, «i vini italiani e francesi sono rispettivamente aumentati

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del 32% e del 24%, mentre i vini australiani sono diminuiti del 13,3%. Di conseguenza la differenza del prezzo medio (all’arrivo negli Usa) del vino italiano rispetto a quello australiano, che era di circa un dollaro nel 2003, diventa circa due dollari nel 2008 e la differenza fra i prezzi medi al dettaglio dei due vini passa da circa due dollari a oltre sei dollari, con effetti particolarmente penalizzanti per i vini italiani».L’istituto, presieduto da Lucio Caputo, ha messo a confronto i listini giugno 2003 e 2008, osservando come «solo pochi vini abbiano fatto registrare aumenti inferiori al 20%, mentre si sono avuti anche aumenti maggiori che in alcuni casi hanno oscillato intorno al 100% per i vini italiani e al 550% per i vini francesi».

I rosè Partita dalla Francia, la moda del vino rosé ha contagiato gli Stati Uniti e ha attraversato la Manica, registrando un vero e proprio boom sul mercato enologico britannico. Secondo dati del Wine and Spirit Trade Association, negli ultimi tre anni è cresciuto del 22% il numero di persone che beve abitualmente vini rosati. Se, infatti, nel 2005 solo il 37% dei bevitori abituali consumava rosé, oggi la cifra è salita al 59%. Si tratta di un dato significativo, sia per quanto riguarda le ragioni del trend, sia perché il mercato inglese del vino sta diventando sempre più importante: tra il 2001 e il 2005, il Regno Unito ha registrato la più alta crescita in Europa per il consumo di vino e, secondo recenti studi, in tre anni potrebbe diventare il più grande mercato europeo in termini di valore. Per quanto riguarda le motivazioni, importante il fattore prezzo, il tasso alcolico e soprattutto la spinta nei consumi da parte delle donne. Da non dimenticare, inoltre, la moda aperitivo: il rosé sembra, infatti, sposarsi meglio con una pasto più leggero, economico e modaiolo.

 
   
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