mercato dei prossimi anni. Il primo riguarda i vini Igp (cioè gli attuali Igt), per essi rileverà la delimitazione della zona di vinificazione. Quindi mentre oggi, ad esempio, si può produrre un vino Igt Abruzzo raccogliendo le uve nei vigneti delle colline Teatine, ma vinificandole in una cantina situata nelle Marche, in futuro ciò non sarà possibile. Inoltre ci sarà la necessità, per gli stessi vini, di prevedere un organismo di certificazione che verifichi il rispetto delle disposizioni previste dal disciplinare, con tutti gli obblighi e i costi connessi. L'altro aspetto riguarda la categoria degli attuali “vini da tavola”, sostituita dalla nuova categoria dei vini “generici” con indicazione di vitigno e annata, categoria che tutta la filiera vitivinicola del nostro Paese ha osteggiato apertamente. Ora, dal momento che è stata ormai ufficialmente inserita nella nuova regolamentazione, sarebbero necessarie regole per garantire il consumatore sul contenuto della bottiglia. Ciò anche per non danneggiare eccessivamente le produzioni da vitigni tradizionali. Si rende, insomma, necessaria una seria riflessione su come innovare il sistema giuridico che regolamenta il nostro vino nel recepire al meglio la normativa comunitaria. In questa prospettiva va il lavoro della Regione Marche, dei tecnici e operatori regionali, delle associazioni di categoria e dei tecnici ministeriali.