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Vino, anche le cooperative vogliono la Doc Sicilia

 

La Via: «Uno strumento di garanzia anche per il consumatore»

 
   

PALERMO (24 febbraio 2009) - Le cantine sociali siciliane associate a Confcooperative e a Legacoop Sicilia (oltre 50, cioé l'80% del totale) pensano all'istituzione di una Doc Sicilia per il vino a cui accompagnare un contratto di programma del settore. Se ne è discusso a Palermo nella sala convegni dell'Ircac con i presidenti di Confcooperative, Gaetano Mancini, e di Legacoop, Elio Sanfilippo, il commissario straordinario dell'Ircac, Antonio Carullo, e l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via. Una Doc Sicilia permetterebbe di tutelare la denominazione del vino prodotto nella regione obbligando i produttori a imbottigliare la totalità della produzione. La prospettiva preoccupa soprattutto

giovanni la via
 
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quelle cantine sociali che ancora oggi vendono soprattutto vino sfuso (oggi circa l'85% della produzione delle cantine sociali siciliane) successivamente imbottigliato da altri produttori con la loro etichetta. Ma la richiesta di uno strumento che consenta una migliore penetrazione nei mercati, soprattutto esteri, è crescente e oggi si è discusso proprio di quanto sia importante valorizzare le molte potenzialità del settore cooperativistico adottando una politica di rete che riduca i limiti determinati dalla frammentazione del sistema produttivo siciliano. Per le cantine sociali, dunque, si apre una prospettiva di maggiore presenza sui mercati, favorita anche dal sostegno creditizio offerto dall'Ircac che da oltre un anno ha ripreso ad erogare credito a tasso agevolato alle cooperative agricole di trasformazione e commercializzazione e quindi anche alle cantine sociali. Per l'assessore La Via, forte sostenitore della istituzione della Doc Sicilia, «dotare il prodotto siciliano di uno strumento di tutela e garanzia per il consumatore ma anche per il produttore, può consentire alla vitivinicoltura siciliana di fare la differenza, attirando anche nella nostra regione grandi case vinicole interessate a eventuali investimenti sul nostro territorio».

 
   
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