messo a segno una riduzione delle quantità consumate del 3%, mentre sono tutte positive le variazioni annue per i vini confezionati, con aumenti fino al 3% per le produzioni a denominazione d’origine». Lo scenario resta comunque preoccupante, a detta degli operatori del comparto. E la situazione si fa più pesante a causa della crescente falsificazione delle etichette Doc e Docg. Si tratta di un fenomeno grave, secondo la Cia, che «richiede maggiori controlli e attenzioni non solo per quanto riguarda la qualità delle uve prodotte, ma anche sui percorsi di filiera che si snodano fino all’arrivo del prodotto imbottigliato alla distribuzione al consumo». Calati anche gli acquisti di “bollicine”. Il 2007 è stato, infatti, per lo spumante un anno difficile. In base ai dati Ismea/AcNielsen, si è registrata una contrazione del 17% dei volumi e del 10% della spesa. E rispetto allo stesso mese del 2006, secondo la Cia, le quantità consumate sono scese del 21% mentre i corrispettivi monetari sono diminuiti del 17%. «Sono dati che fanno seguito a una vendemmia, quella del 2007, che, con una produzione di poco più di 40 milioni di ettolitri, passerà alla storia come tra le più anticipate degli ultimi 50 anni», spiegano dalla confederazione degli agricoltori. Le operazioni di raccolta, specie nel Nord, sono infatti, cominciate in alcune zone già nella prima decade di agosto scorso. Mentre il calo produttivo ha raggiunto le punte massime nel Centro-Sud, in particolare in Sicilia, in cui l’effetto combinato siccità e danni da parassiti ha portato fino a un meno 50% di prodotto. «Per trovare una vendemmia con dati produttivi così bassi – conclude la Cia – bisogna tornare indietro più di mezzo secolo. Ad esempio, solo trent’anni fa, nel 1987, si producevano oltre 75 milioni di ettolitri».