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Nuove regole sul vino tra Australia e Unione europea
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L'accordo protegge l'etichettatura delle bottiglie esportate nei Paesi extra Ue
     
BRUXELLES (6 settembre 2010) - L’1 settembre è entrato in vigore un nuovo accordo che disciplina il commercio del vino fra l’Ue e l’Australia. L’accordo è di «vitale importanza» per tutto il settore, sostiene il commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, in quanto «protegge il regime di etichettatura del vino adottato nell’Ue, garantisce la piena protezione delle indicazioni geografiche europee, anche per i vini destinati all’esportazione in paesi terzi, e include un esplicito impegno da parte dell’Australia a proteggere le espressioni tradizionali comunitarie». Entro un anno dall’entrata in vigore dell’accordo, e dopo un periodo di transizione, l’Australia non utilizzerà più per i propri vini alcune importanti
 
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denominazioni ed espressioni tradizionali come “Fino” e “Claret”. Sul vino esportato nell’Ue gli australiani dovranno anche rispettare una serie di condizioni per continuare ad usare un certo numero di termini in relazione ai vini di qualità. Insomma, un’intesa che dovrebbe riequilibrare, a favore dei produttori europei, l’offensiva commerciale australiana le cui esportazioni di vino in Europa hanno raggiunto nel 2009 un valore di 643 milioni di euro contro i 68 milioni dell’export europeo di vino in Australia.
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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