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Pesca, regole comuni per il Mediterraneo
 
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Bufardeci: «Coinvolgere i Paesi terzi per tutelare gli stock marini»
     
PALERMO (30 giugno 2010) – La Regione Siciliana sosterrà la tesi - presentata ai partner europei dal ministro delle Politiche agricole e alimentari, Giancarlo Galan - volta a coinvolgere i Paesi terzi che operano nel Mediterraneo sulle scelte assunte dalla Commissione europea per tutelare gli stock ittici del mare nostrum. «In linea di principio dobbiamo far convergere il mondo della pesca verso l'unico obiettivo – spiega l'assessore per le Risorse agricole e alimentari, Titti Bufardeci – di garantire un futuro alla nostra pesca e ai nostri pescatori. È imprescindibile una politica della pesca sostenibile che assicuri stabilità alle risorse biologiche dei nostri mari». Le nuove regole della politica europea della pesca hanno introdotto nuovi limiti e nuove
Pesca
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prescrizioni. Se questo rigido canovaccio dovesse essere rispettato soltanto dagli Stati membri dell'Unione e non dalle marinerie dei paesi limitrofi che pescano nelle stesse acque, «i sacrifici chiesti ai nostri pescatori – commenta Bufardeci – non arrecherebbero alcun beneficio all'ecosistema marino. Per questo è di fondamentale importanza aprire il confronto con gli Stati extra Ue, le cui flotte operano in tratti comuni di mare».

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terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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