definitiva che farebbe diventare il tonno rosso una specie in estinzione a tutti gli effetti. E sebbene il Parlamento europeo abbia "cassato" la proposta italo-francese di "prendere tempo", e abbia sostenuto a priori il divieto di commercializzazione del tonno rosso previsto nell'allegato 1 della lista delle specie in estinzione, sembrerebbe che non tutto sia perduto. E che ci sia ancora la possibilità, in sede di Commissione Ue prima, e di Cites al Doha poi, di allungare i tempi di applicazione. Soprattutto se a battere i pugni saranno in tre: Italia, Francia e Spagna. Ancora da vedere invece le compensazioni ai pescatori, che si trovano oggi come oggi davanti a una strada senza uscita: anche perché, con le quote destinate agli operatori dall'Iccat – Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi, nell'ultimo meeting di Recife, i pescatori potrebbero pescare ben poco. L'ulteriore riduzione del 39% sulla quota di pescato ha fatto scendere le quote italiane a 1937,5 tonnellate. Una "miseria" che non accontenta nessuno. Tanto vale mollare tutto e prendere i soldi. Soldi che dovranno però essere sufficienti a coprire gli investimenti onerosi affrontati dagli imprenditori del mare per ammodernare le loro imbarcazioni, ognuna delle quali del valore circa di due o tre milioni di euro. |
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