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Pesca, ancora novità sul regolamento europeo
 
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I pescatori: «Chiediamo chiarezza». A giorni tecnici ministeriali in Sicilia
     
PALERMO (16 giugno 2010) – Regna sempre la confusione sull’attuazione del Regolamento Mediterraneo per la pesca. A due settimane dall’entrata in vigore, infatti, Bruxelles ha chiarito alcuni dubbi che erano stati espressi dai pescatori tramite il Governo italiano. In una nota di risposta, l’Unione europea fa sapere che a essere modificate sono soltanto le dimensioni minime delle reti trainate, vale a dire le reti da traino, le sciabiche da natante e le sciabiche da spiaggia. In particolare, il nuovo regolamento stabilisce che la misura minima della maglia del sacco (prima di 40 millimetri romboidale) va sostituita con una di forma quadrata da 40 millimetri, o da una rete a maglia romboidale da 50 millimetri. In Sicilia, quest’ultima tipologia di
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rete è stata scelta dalla maggior parte dei pescatori per le loro attività. «Al momento – spiega Piero Forte, presidente regionale dell’Anapi pesca – non possiamo fare delle stime sulla quantità di pescato che andrà perso, ma pensiamo che la percentuale si aggirerà intorno al 20%. Quello che possiamo dire – aggiunge – è che si è già verificato il primo paradosso: alcuni pescatori che hanno scelto la rete da 50 millimetri romboidale hanno pescato anche del pesce, tipo merluzzetti, inferiore alla taglia minima stabilita per legge che hanno dovuto rilasciare in mare». E per capire meglio i motivi di questa situazione e fare ancor più chiarezza sulle nuove norme inserite nel regolamento, alcuni componenti dell’unità di crisi del ministero per le Politiche agricole incontreranno i pescatori nei prossimi giorni. «L’unica cosa certa ad oggi – conclude Forte – è che non ci saranno più deroghe e, pertanto, dovremo adattarci alla normativa in vigore. Chiediamo solo più chiarezza».

Galan «Lo stato del Mediterraneo in questo momento è pessimo perché il 54% delle specie di pesce sono in difficoltà a causa di una pesca eccessiva che non permette loro di rigenerarsi. Questo anche a causa di una conformazione caratteristica dei nostri mari e in particolare del nostro Adriatico, un mare poco profondo in cui vengono a pescare da tutto il mondo con gli strumenti più sofisticati. Il mare intorno all’Italia sta peggio del mare intorno all’Europa. E diciamo che lo stato della nostra pesca è ancora peggiore. Si ha quasi la sensazione che il Regolamento europeo di cui si parla sia una cosa nuova. Non è vero. Sappiamo che c’è da quando gli Stati dell’Unione europea lo firmarono, il primo dicembre del 2006, rendendo però possibili alcune deroghe, come era scritto nel trattato stesso. Deroghe che l’Italia ha esercitato fino in fondo, ma tutto quello che è successo era largamente prevedibile. Trovarsi impreparati di fronte a quello che si sa prossimo ad accadere fa parte della peggiore politica. Queste norme sono necessarie se si vuole permettere la rigenerazione del nostro mare. Le difficoltà sono nel reperimento di alcune tipologie di pesce, ma spero che saranno compensate da taglie più grandi. Le telline si procureranno con altri sistemi meno distruttivi, ma continueranno a esserci. Quindi spero che il danno sia compensato da una taglia di pesce maggiore. Comunque, tengo a precisare che il danno maggiore, in un momento in cui entra in vigore un Regolamento che si sapeva sarebbe entrato, è per i pescatori. C’è gente in mezzo alla strada che non sa come lavorare. Come al solito le crisi e l’inappropiatezza delle misure politiche le pagano i più deboli, in questo caso i pescatori. Inoltre, il continuo aumento del prezzo del gasolio rende meno redditizia la loro attività. Il gasolio è aumentato dal 2002 al 2009 del 240%. Ed è una delle principali fonti d’uscita dei pescherecci, quindi l’aumento del prezzo del gasolio mette fuori mercato alcune attività di pesca». Riguardo le associazioni di categoria, il ministro ha detto: «Sono altamente responsabili. Riconoscono che la situazione e le misure dovevano essere previste. Non chiedono la solita ulteriore deroga perché sanno che l’Europa non la concederà. Quindi non illudono i loro associati perché questo vorrebbe dire continuare a ingannare i pescatori. Le associazioni cercano soluzioni alternative e le cercano insieme a noi nell’unità di crisi che abbiamo costituito al ministero. Questo è un atteggiamento altamente responsabile da parte loro. Questa estate avremo una pesca come lo scorso anno, eccetto che forse mangeremo meno telline. Non ci rimettono i ristoratori, non ci rimettono i mangiatori di pesce. Purtroppo gli unici a rimetterci saranno i pescatori».
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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