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Pesca, la Sicilia bussa alle porte dell’Ue
 
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Bufardeci: noi non siamo baltici. Estevez: saremo ancora più flessibili
     
PALERMO (31 marzo 2010) - La pesca siciliana vuole essere tutelata dall'Unione europea. I suoi rappresentanti l'hanno ribadito alla delegazione della commissione Pesca in visita in Sicilia. Dopo Mazara del Vallo, ieri, è stata la volta della Sala Rossa dell'Assemblea regionale siciliana per un confronto con i componenti del Consiglio regionale della pesca. La marineria dell'Isola subisce, da un lato le politiche europee che guardano alla pesca oceanica e del baltico e dall'altra la concorrenza dei Paesi rivieraschi del Nord Africa. Ben 28 Paesi pesca nel bacino del Mediterraneo ma soltanto cinque sono chiamati a rispettare le norme europee. Le organizzazioni di categoria hanno rimarcato le condizioni di crisi del
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settore. Per Giuseppe Messina (Ugl) «il pescatore non può essere considerato come colui che sfrutta il mare ma è da guidare e sostenere come il suo guardiano. Non ha nulla da guadagnare da uno sfruttamento senza regole». Sotto accusa è finito il Libro Verde che l'esperto Alberto De Santis ha bocciato su tutta la linea: «La flotta tunisina ha superato quella mazarese e siciliana perché non ha vincoli». Federpesca con Corrado Peroni ha definito le priorità da affrontare: «Taglie minime, distanza dalla costa e dimensioni della taglie».

Rapporto con le banche In discussione anche il rapporto con gli istituti di credito. I prezzi del pescato sono sempre più bassi, ma le banche continuano a chiedere di rientrare per coprire i debiti e c'è chi deve chiudere la sua attività. Su questo punto è stato lanciato un grido dall'allarme dalla Anapi Pesca con Francesco Zizzo: «Tanti giovani hanno perso il lavoro e non intendono più svolgere questo lavoro. Spesso, tanti di loro, finiscono preda delle organizzazioni criminali». La specificità della pesca del Mediterraneo non passa soltanto dalla flotta d'altura di Mazara del Vallo ma anche dalla piccola pesca e da quella artigianale. Da qui la sintesi operativa proposta dall'assessore Titti Bufardeci: «Sul tavolo della commissione Pesca ci sono due elementi di confronto. La specificità territoriale della nostra pesca che non è quella oceanica o baltica e la specificità regionale che si modifica da zona a zona».

La posizione Ue Il presidente della commissione Pesca del Parlamento europeo Carmen Fraga Estevez (nella foto) ha raccolto i documenti presentati dalle organizzazioni di categoria e ha garantito la massima attenzione nei confronti della pesca siciliana. A tutela di tutte le marinerie ha definito il percorso delle nuove norme: «Lavoreremo con gradualità per evitare qualsiasi forma di forzatura ma anche con flessibilità per rispondere alle esigenze di ogni tipo di pesca e di area territoriale». Il presidente ha aggiunto che «il Trattato di Lisbona responsabilizza il Parlamento che può intervenire con grande decisione. Siamo pronti ad aprire nelle opportune sedi internazionali il confronto con i Paesi rivieraschi». La delegazione della commissione Pesca concluderà la sua visita in Sicilia oggi incontrando gli operatori del mercato ittico di Sana Flavia.

Pesca, in Sicilia un comparto al collasso

 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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