Coccia – come può continuare a chiamarsi “piano pluriennale di gestione” un documento che ha subito da un anno all’altro continui cambiamenti (-36% nel 2009); è senza credibilità quanto meno per le imprese chiamate ogni anno a rivedere i propri piani». L’associazione ricorda, infatti, che l’Italia, in poco più di 2 anni, ha dovuto varare tre piani di demolizione, l’ultimo la scorsa settimana, una moratoria e più di 1 anno di ammortizzatori sociali.Il disappunto secondo la Federcoopesca non è solo legato alle 149,5 tonnellate in meno, «per le quali dobbiamo “ringraziare” sia il Giappone sia l’Unione europea ,promotori della riduzione, ma l’atteggiamento capriccioso di chi, contro ogni evidenza scientifica, porta avanti caparbiamente una politica vecchia intrisa di ideologie, opportunismi ed ostilità verso una categoria tra le più controllate al mondo». L’associazione ricorda che l’illegalità legata alla pesca al tonno non è da ricercare nei produttori autorizzati ma in tutti gli altri che, senza quote e fuori da ogni controllo, continuano a speculare su di una specie il cui stato di salute è tutt’altro che in crisi, come lo stesso comitato scientifico dell’Iccat ha reso noto ai primi di ottobre. «Ora toccherà al Mipaaf risolvere il problema di come affrontare la prossima campagna di pesca con una flotta di 29 unità, di tener fede all’impegno con Bruxelles di ridurla a 9 entro il prossimo mese di gennaio e gestire una quota ulteriormente ridotta» concludono dalla Federcoopesca.
Galan «Il totale ammissibile di cattura per il tonno rosso del Mediterraneo stabilito a Parigi è pienamente in linea con gli obiettivi di recupero della specie indicati dal Comitato scientifico.
La decisione è coerente anche con gli obiettivi dell’Unione europea. Essa ci permetterà di continuare il nostro impegno di riduzione della flotta a tutela del tonno rosso, e di garantire la sostenibilità di lungo periodo dell’attività di pesca». |
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