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Pesca, chiesto prolungamento fermo
 
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Intanto tre regioni dell’Adriatico costituiscono un distretto
     
PESCARA (8 luglio 2010) - Un intervento straordinario per il prolungamento dell'interruzione temporanea obbligatoria della pesca fino a tre mesi e per tre anni. È una delle richieste per il ripopolamento ittico che l'assessore regionale alla Pesca, Mauro Febbo, anche a seguito di numerosi confronti con le marinerie e con gli assessori omologhi delle Regioni Marche, Molise e Puglia, ha rivolto al Commissario europeo per gli Affari marittimi e alla pesca, la greca Maria Damanaki, nel corso di un incontro a Strasburgo, in Francia.

Il distretto dell’Adriatico Intanto, gli assessori alla pesca del Veneto Franco
Pesca
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Manzato, dell'Emilia Romagna Tiberio Rabboni e del Friuli Venezia Giulia Claudio Violino si sono incontrati questo pomeriggio a Venezia in vista della costituzione del Distretto della Pesca nell'Alto Adriatico, previsto da uno specifico decreto ministeriale “'partorito” dopo anni di discussioni. Lo scopo è di attivare uno strumento ritenuto potenzialmente molto utile per dare nuove prospettive e opportunità al settore, messo tra l'altro in difficoltà dalle disposizione europee relative all'attività di pesca nel Mediterraneo, che penalizzano la pesca costiera così come è stata tradizionalmente praticata dalle marinerie delle tre regioni interessate. Rispetto alle modalità di costituzione del Distretto, i tre assessori ritengono tuttavia che il decreto abbia contenuti centralistici a fronte della politica di federalismo portata avanti del governo Berlusconi. Verrà pertanto chiesto a ministro Giancarlo Galan e al sottosegretario Antonio Bonfiglio un aggiornamento circa la rappresentanza nel Comitato di Gestione e la sua presidenza, attualmente prevista in capo a delegati ministeriali. Altro adeguamento sarà chiesto per la nomina degli esperti, per i quali è attualmente previsto il cosiddetto ''concerto'' con il ministero, mentre non può mancare una rappresentanza delle marinerie. Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia chiederanno inoltre che vengano attivati ammortizzatori per la piccola pesca, attualmente non previsti, e un bando specifico per contributi alla demolizione delle imbarcazioni della piccola pesca in Alto Adriatico. Questa parte di mare, peraltro, coinvolge anche Slovenia e Croazia, la prima membro dell'Unione Europea e soggetta, come le Regioni italiane, alle norme comunitarie di settore, la seconda invece che non fa parte dell'UE e non deve sottostarne ai vincoli. Da questo punto di vista sarà assolutamente importante l'attività di coordinamento ministeriale nei confronti dei governi di questi due Paesi.
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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