Manzato, dell'Emilia Romagna Tiberio Rabboni e del Friuli Venezia Giulia Claudio Violino si sono incontrati questo pomeriggio a Venezia in vista della costituzione del Distretto della Pesca nell'Alto Adriatico, previsto da uno specifico decreto ministeriale “'partorito” dopo anni di discussioni. Lo scopo è di attivare uno strumento ritenuto potenzialmente molto utile per dare nuove prospettive e opportunità al settore, messo tra l'altro in difficoltà dalle disposizione europee relative all'attività di pesca nel Mediterraneo, che penalizzano la pesca costiera così come è stata tradizionalmente praticata dalle marinerie delle tre regioni interessate. Rispetto alle modalità di costituzione del Distretto, i tre assessori ritengono tuttavia che il decreto abbia contenuti centralistici a fronte della politica di federalismo portata avanti del governo Berlusconi. Verrà pertanto chiesto a ministro Giancarlo Galan e al sottosegretario Antonio Bonfiglio un aggiornamento circa la rappresentanza nel Comitato di Gestione e la sua presidenza, attualmente prevista in capo a delegati ministeriali. Altro adeguamento sarà chiesto per la nomina degli esperti, per i quali è attualmente previsto il cosiddetto ''concerto'' con il ministero, mentre non può mancare una rappresentanza delle marinerie. Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia chiederanno inoltre che vengano attivati ammortizzatori per la piccola pesca, attualmente non previsti, e un bando specifico per contributi alla demolizione delle imbarcazioni della piccola pesca in Alto Adriatico. Questa parte di mare, peraltro, coinvolge anche Slovenia e Croazia, la prima membro dell'Unione Europea e soggetta, come le Regioni italiane, alle norme comunitarie di settore, la seconda invece che non fa parte dell'UE e non deve sottostarne ai vincoli. Da questo punto di vista sarà assolutamente importante l'attività di coordinamento ministeriale nei confronti dei governi di questi due Paesi. |
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